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Parco Naturale di Torcito 

 

Distanza: 8 Km    Tempo di percorrenza: 3 h    (50' in MTB)

 

Difficoltà: -trekking: T    MTB:TC

 

GPS download:Parco Naturale di Torcito

Parco Naturale di TorcitoParco Naturale di Torcito

 

 Parco naturale di Torcito 

Il percorso di 8 km si svolge quasi totalmente su sentieri immersi nei boschi, piste tagliafuoco e solo qualche centinaio di metri su stradina asfaltata.

La campagna ai margini del bosco, con i suoi ulivi secolari, rappresenta la sola alternativa vegetativa ai pini fittissimi che incontreremo in questa escursione e, salendo sulla serra, pochi metri sopra la pianura, godremo di una splendida vista sul canale d’Otranto e, nelle giornate con aria tersa, potremo scorgere all’orizzonte i Balcani.

 

Dalla SP48 Maglie-Otranto, all’altezza del Km 6,8 (Km 10,1 per chi proviene da Otranto)svoltare in direzione Cannole e, percorsi un centinaio di metri, parcheggiare l’auto alla nostra sinistra  in un grande piazzale dotato di punti luce. Qui ha inizio il nostro percorso che, per una carrareccia si inoltra nel parco. A 200 metri la strada bianca piega a destra (anche qui punti luce come quelli che abbiamo visto al parcheggio). Noi non seguiremo questa stradina ma quella che si vede subito dopo, chiusa tra due muri in pietra e che va nella stessa direzione. Ci troviamo su una stradina coeva della Masseria Torcito che si vede di fronte a noi a qualche centinaio di metri.

Benché qualcuno indica questa strada come la Traiana-Calabra (Calabria era la denominazione che gli antichi romani davano alla Puglia) ciò non appare verosimile perché, indipendentemente dalla datazione della strada, essendo questa perpendicolarmente alla direzione della vera Traiana- Calabra che da Martano menava a Otranto,(l’attuale tracciato della SP48) non può essere questa la strada romana su cui abbiamo messo i nostri piedi.

Sul banco roccioso, a lato della strada di cui si intravedono i profondi solchi dei carriaggi, alcune tombe tra cui quella di un bambino. Anche questo un ulteriore elemento per fugare eventuali dubbi sull’origine della strada visto che i romani non seppellivano i cadaveri,

Passate le tombe sulla nostra sinistra si apre un sentiero che in breve ci conduce ad un’antica colombaia e un frantoio ipogeo, qualche decina di metri a Nord della torre colombaia.

Terminata la visita della torre colombaia e del frantoio ipogeo proseguiamo per un bel sentiero tra pini, oleandri e cipressi che ci conduce in breve su una stradina sterrata che in seguito diventa una pista tagliafuoco; I nostri passi ci conducono in breve a sfiorare un’apia radura nel bosco coltivata a vigna. Ancora il bosco di pini con una rada vegetazione di sottobosco e poi, ai margini, campi di olivi secolari.

Ad un certo punto la pista tagliafuoco termina su una stradina asfaltata che si percorre a desta. Solo qualche centinaio di metri e prenderemo a desta una carrareccia che percorreremo solo qualche decina di metri fino a scorgere un sentierino sulla nostra sinistra che si arrampica sulla serra.

Percorriamo il sentiero fino in cima (60 metri) e ci troveremo in cima alla serra. Fermiamoci qui un istante per ammirare il panorama, prima sulla pianura, poi sul mare e, sullo sfondo, i Balcani;

Procedendo ancora per questo sentiero in direzione Nord avremo modo di godere del tratto più bello di tutto il percorso (pini mediterranei, cipressi, leccet)i e, in autunno, bellissimi ciclamini selvatici che crescono ai margini del bosco).

Il sentiero, ad un certo punto, piegando a sinistra inizia a scendere per incrociare in breve una pista sterrata che procede in direzione della masseria Torcito.Siamo sulla strada del ritorno.

Aggiriamo il muro di cinta della masseria in senso antiorario fino a giungere all’altezza di un sentiero attrezzato. Guardando il fronte della masseria, sul lato destro, attraverso un cancelletto (normalmente aperto) si entra nel cortile di una bella masseria fortificata (vedi notizie qui sotto) restaurata in tempi relativamente recenti ma che adesso si trova in stato di abbandono. Curiosiamo nella corte dell’edificio, saliamo sui terrazzi (bel panorama sul parco naturale) e quindi riguadagniamo il cammino da cui eravamo giunti lasciandoci la masseria alle nostre spalle per dirigerci verso il parcheggio dove avevamo incominciato il nostro percorso.

 

Masseria Torcito

Il complesso della masseria fu edificato, a più riprese, a partire dal XVII secolo, come indica l'epigrafe sul prospetto recante la data 1657. Il feudo, anticamente noto con il nome di Cerceto, compare nelle fonti per una distruzione perpetrata dai Saraceni nel IX secolo e per una concessione alla famiglia Castromediano, da parte di Carlo I d'Angiò nel 1274.
Il nucleo più antico della masseria è l'edificio-torre, dotato di basamento a scarpa, contrafforti   angolari, piombatoi e saettiere per la difesa. Il coronamento della struttura è caratterizzato da archetti e beccatelli. A partire dal XVIII secolo vennero aggiunti altri corpi di fabbrica, destinati soprattutto alle attività produttive. L'area intorno alla masseria è disseminata di testimonianze della lunga frequentazione del sito. È possibile ammirare una settecentesca chiesetta dedicata a san Vito, un frantoio ipogeo, una torre colombaia, diverse tombe scavate nel banco di roccia, neviere, cisterne, pozzi e fosse granarie. Il grande stradone d'accesso alla masseria conserva ancora le profonde carraie lasciate dal passaggio dei carri. La masseria sorge nel cuore di un parco naturale esteso per circa 203 ettari. Il complesso è di proprietà dell'Amministrazione provinciale di Lecce.

 

 Foto del percorso:

 

Parking TorcitoParking Torcito

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vecchia strada di accesso alla masseriaVecchia strada di accesso alla masseria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tombe scavate nella roccia ai margini della stradaTombe scavate nella roccia ai margini della strada

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Masseria TorcitoMasseria Torcito

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torre colombaiaTorre colombaia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Frantoio ipogeoFrantoio ipogeo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bel tratto di sentiero tra alessandri e cipressiBel tratto di sentiero tra alessandri e cipressi 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pista tagliafuocoPista tagliafuoco 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una larga pista tra uliviUna larga pista tra ulivi 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Magnifico esemplare du ulivo secolareMagnifico esemplare du ulivo secolare 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Natura bizzarraNatura bizzarra

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Panorama dalla serra sul canale d'Otranto e sui BalcaniPanorama dalla serra sul canale d'Otranto e sui Balcani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ciclamini selvatici in autunnoCiclamini selvatici in autunno 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Una sintesi della natura del luogo:cipressi,pini marittimi e fichi d'indiaUna sintesi della natura del luogo:cipressi,pini marittimi e fichi d'india

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nei pressi dell'arrivo a destinoNei pressi dell'arrivo a destino