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Santa Maria di Cerrate

 

Distanza: 15 Km    Tempo di percorrenza: 4 h    (1 h in MTB)

 

Difficoltà: -trekking: T    MTB:TC

 

GPS download:Santa Maria di Cerrate

Santa Maria di Cerrate e Masserie fortificateSanta Maria di Cerrate e Masserie fortificate

 

 

Percorso e Cultura

Il percorso si svolge su sterrato e strade asfaltate secondarie e si presenta pianeggiante;

Dal punto di vista culturale,Interessanti le masserie Giampaolo e Melcarne (vedi descrizioni qui sotto)e, soprattutto, Santa Maria di Cerrate;

Punti di attenzione:

Attraversamento della SP236 nei pressi della masseria Monacelli e il tratto nel quale si percorre la stessa provinciale per circa 800 metri prima di svoltare verso la masseria Coccioli.

 

Si lascia l’auto nell’ampio parcheggio nei pressi dell’abazia e si procede per uno sterrato in direzione Nord-Est; Dopo un paio di chilometri si giunge in vista della maestosa masseria Giampaolo.

Si gira intorno alla masseria in senso antiorario ed in breve saremo nei pressi della masseria Monacelli.

Il percorso procede ancora su sterrato tra uliveti fino a giungere in vista della masseria La Grotta (in rovina). Intorno alla masseria rifiuti abbandonati: un brutto vizio da queste parti. Peccato. Fa rabbia constatare che dopo avere saccheggiato per anni le coste con costruzioni a bordo mare non ci sia la sensibilità diffusa per la cura dell’ambiente che viene sfregiato da gente indegna.

Procediamo ancora il nostro percorso che in breve si immette sulla SP236 che percorriamo per 800 metri per svoltare a sinistra, abbandonando l’asfalto per uno sterrato che in breve ci conduce alla masseria Coccioli (resort) con un bella torre colombaia. Si procede ancora su sterrato e a circa 2 chilometri ci appare la torre fortificata della masseria Melcarne. Siamo arrivati nell’ultima parte del percorso che procede in direzione Sud e poi in direzione Nord-Ovest per giungere in circa 3 chilometri all’abazia di Santa Maria di Cerrate. Negli ultimi metri ancora rifiuti (frigo,tv, eternit etc.etc.etc)

 

 

Santa Maria a Cerrate

L'abbazia di Santa Maria di Cerrate, situata sulla strada provinciale che collega Squinzano a Casalabate, è uno dei più significativi esempi di romanico in Puglia. Il complesso è attualmente gestito dal Fondo Ambiente Italiano, che nel 2012 ne ha acquisito la proprietà, tramite una concessione trentennale, in seguito a un bando pubblico indetto dalla Provincia di Lecce.

L'abbazia fu fondata alla fine del XII secolo da Tancredi d'Altavilla, conte di Lecce. La leggenda vuole che in questo luogo sia apparsa a Tancredi la Madonna, fra le corna di un cervo, da cui il nome (Cerrate o Cervate). La località fu un importante polo religioso e culturale fino al Cinquecento, successivamente trasformata in masseria. Nel 1711 l'abbazia venne saccheggiata dai pirati turchi e cadde in uno stato di abbandono, proseguito fino al restauro del 1965 curato dalla Provincia di Lecce. Il complesso rimase di proprietà dell'ente locale fino al 2012, anno in cui è passato al Fondo Ambiente Italiano.

L'abbazia è in stile di romanico e presenta in facciata un portale sormontato da un'arcata con altorilievi di eccezionale qualità che riproducono scene del Nuovo Testamento e un monaco in preghiera. L'interno dell'edificio era completamente decorato con affreschi databili a partire dal XIII secolo, oggi conservati nel museo attiguo.

Esterno

La chiesa romanica ha un prospetto monocuspidale animato da una serie di archetti che fa comprendere la spartizione interna della struttura. La facciata presenta un piccolo rosone al centro, una monofora per lato e un duecentesco portale nel cui intradosso son figurati i rilievi dell'Annunciazione della Vergine, della Visita a santa Elisabetta, dei Magi e della Fuga in Egitto.

Lungo il lato sinistro del tempio, fa bella mostra di sé un portico, risalente al XIII secolo, impreziosito da colonne cilindriche e poligonali che reggono dei capitelli figurati. Di fronte al portico è presente un pozzo ornamentale del XVI secolo.

Interno

L'interno è a tre navate ed è coperto da un soffitto costituito da travi, canne e tegole. Del 1269 è il baldacchino posto sopra l'altare maggiore. Di notevole interesse sono gli affreschi duecenteschi e trecenteschi: nelle absidi (Cristo in gloriaAngeli e Santi); nei sottarchi (Santi), lungo le pareti (Vergine col Bambino e Santi). Durante i lavori di restauro furono staccati dalla chiesa alcuni affreschi e trasportati nel vicino museo nel quale sono tuttora esposti: (Dormitio VirginisAnnunciazione della VergineMiracolo della cervaSan Giorgio con la principessaSant'Anna e san Gioacchino con Maria VergineSan DemetrioSan Michele e altri Santi).

N.B. L'abbazia (Novembre 2017) è in oggetto di profondo restauro ma è comunque visitabile.

Di recente è stata acquisita dal FAI dalla Provincia e si spera che le cure di questa seria fondazione possano restituire ai visitatori futuri la gioia di godere di uno dei monumenti più significativi del Salento.

 

 

Masseria Giampaolo e Masseria Monacelli

Masserie fortificate del 500 con impianto a corte e un edificio torre intorno a cui si sono sviluppati gki ambienti contadini.

Queste 2 masserie come altre 14 facevano parte del feudo di Cerrate le cui rendite erano devolute all’ospedale Fatebenefratelli di Napoli. Successivamente vendute alla nobile famiglia Cigala e ancora dopo ai conventi di San Giovanni Evangelista (masseria Giampaolo) e San Giovanni d’Ajimo (masseria Monacelli).

Le due masserie, dopo un lungo period di abbandono sono state trasformate in agriturismo.

Sono visibili davanti alle masserie solchi dell’antica strada “Lo carro” che correva parallela al mare e congiungeva le masserie lungo l’asse Otranto-Acaya-Brindisi

  

Masseria Coccioli

Il nome deriva dai proprietari originari dell’edificio, nel 600.

E’ formata da due edifici con una torre colombaia con coronamento merlato.

Oggi è un B&B di proprietà svedese.

 

Masseria Melcarne

 Masseria Melcarne. Fu edificata tra la fine del XVI e i primi decenni del XVII secolo e si compone di una torre quadrangolare dotata di caditoie, intorno alla quale sono distribuiti gli ambienti destinati agli usi agricoli. Ai lati della torre sono presenti due piccole torri colombaie a pianta quadrata. Nel XVII secolo, perduta l'originaria funzione difensiva, la torre fu arricchita con l'aggiunta di due balconi barocchi.

 

Foto del percorso:

Tratto di sentiero subito dopo la partenzaTratto di sentiero subito dopo la partenza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prima della masseria GianpaoloPrima della masseria Gianpaolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Masseria GianpaoloMasseria Gianpaolo

 

 

 

 

 

 

 

 

Verso la masseria MonacelliVerso la masseria Monacelli 

 

 

 

 

 

 

 

 

Masseria La Grotta(in rovina)Masseria La Grotta(in rovina) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Masseria CoccioliMasseria Coccioli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sentiero tra masseria Coccioli e MelcarneSentiero tra masseria Coccioli e Melcarne 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Masseria MelcarneMasseria Melcarne 


Verso Santa Maria di CerrateVerso Santa Maria di Cerrate

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rifiuti abbandonati nei pressi di Santa Maria di CerrateRifiuti abbandonati nei pressi di Santa Maria di Cerrate

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Santa Maria di Cerrate (in ristrutturazione)Santa Maria di Cerrate (in ristrutturazione)