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Da Tricase Porto alla via del sale

 

Distanza: 10,5 Km    Tempo di percorrenza: 3h

   

Difficoltà: -trekking:T    MTB:TC

 

Tappa precedente : Da Marina di Andrano a Tricase Porto

GPS download: Da Tricase Porto alla via del sale     

Tappa successiva: Dalla via del sale a Gagliano del Capo (a piedi)

 

Da Tricase Porto alla via del saleDa Tricase Porto alla via del sale

 

Percorso & Cultura

 

Costeggiando il porto di Tricase, ci dirigiamo a sud (il mare alla nostra sn) per circa 400 metri fino a che, dopo uno slargo, si incontra una stradina asfaltata che sale in ripida pendenza sulla dx che percorriamo per qualche centinaio di metri fino ad arrivare in un punto in cui, andando diritti, si sale per una stradina a gradoni, che i pedoni seguiranno. Per chi va in bici è consigliabile seguire la stradina che si ricongiungerà con la SP078, a valle del punto di incrocio del sentiero percorso dai pedoni. Qui i ciclisti svolteranno a sinistra per riguadagnare il tracciato GPS. Da qui si percorreranno altri 300 metri per svoltare a sn seguendo la SP078 per altri 200 metri per svoltare a dx in una stradina di campagna (segnalata da waypoint).

Attenzione: chi non volesse perdere l’opportunità di ammirare le bellezze del fiordo che si trova proseguendo per la strada asfaltata e Marina Serra   dovrà seguire l’itinerario 07a-Variante canale del Rio e Marina Serra.

Se invece optiamo per seguire il sentiero qui descritto, seguiamo il percorso per altri 600 metri per arrivare al Boschetto della Falamida (vedi descrizione qui sotto).Procediamo ancora per altri 400 metri fino ad incrociare una strada carrozzabile che seguiamo a dx fino ad un rondò che percorriamo in direzione di Tricase che attraversiamo in direzione di Tiggiano (i due paesi sono divisi solo da qualche centinaio di metri. In Tiggiano attraversiamo Via Vittorio Veneto, dove, sulla nostra destra, si incontra il Palazzo Baronale (vedi descrizione qui sotto). Percorsa Via Cristoforo Colombo, si esce dal paese percorrendo per circa 500 metri per svoltare a sn per una stradina di campagna dove l’ulivo domina il paesaggio per circa 2 chilometri, fino ad incrociare la SP 358, nel punto in cui ha inizio la via del sale (vedi itinerario specifico per pedoni).

Da qui i ciclisti dovranno procedere per la SP358 per raggiungere il punto di attacco del percorso 08b per Gagliano del Capo.

 

 Il boschetto della Falamida e la quercia vallonea

La quercia vallonea è inserita tra le specie a rischio della Lista Rossa Nazionale per le quali è necessario istituire delle riserve per preservare il loro stock genetico. Quest’albero, una volta era molto diffuso nel territorio costituendo veri e propri “boschi” come il celebre “bosco di Tricase” che conserva esemplari di vallonea alcuni dei quali più vecchi di 350 anni. Pur nelle sue ridotte dimensioni, costituisce una formazione definibile “bosco”, ma è priva di un vero e proprio sottobosco a causa della forte antropizzazione subita nei secoli.Lo strato arbustivo occupa una piccola superficie ed è rappresentato dal prugnolo e biancospino. Le condizioni ambientali del luogo hanno determinato lo stato di conservazione del bosco, anche se eventi catastrofici come quelli del 2007, quando una terribile tromba d’aria divelse più di 20 esemplari, hanno fortemente condizionato lo stato di conservazione. Finalmente, dopo 20 anni di incuria, è stato oggetto di interventi strutturali che hanno condotto alla recinzione del sito. Il bosco è inserito tra i biotopi meritevoli di conservazione ed è riconosciuto patrimonio dell’UNESCO in quanto, a livello internazionale è una vera e propria riserva biogenetica meritevole di salvaguardia.

  

Palazzo Baronale di Tiggiano

Palazzo Baronale Serafini-Sauli, la costruzione risale alla metà del XXVII secolo allorquando Angelo Serafini, divenuto feudatario del Casale di Tiggiano nel 1640, ritenne opportuno costruirvi la propria dimora per seguire da vicino le sorti della sua proprietà. L'edificio ha inglobato il cinquecentesco blocco turrito centrale, rinforzato da caditoie e feritoie. I l manufatto ha subito diversi ampliamenti; in principio l'ingresso principale si trovava sotto l'ornamentale balcone, successivamente lo stesso fu spostato più a sud. Il palazzo ha due ampi cortili interni: dal principale si accede, attraverso una scala, al primo piano, dove si trovano le stanze riservate alla nobiltà, mentre al piano terra si trovano i locali per la servitù, per i magazzini e per la custodia degli animali. La costruzione risente di uno stile tardo rinascimentale; la facciata non presenta particolari rilevanti, tranne un piccolo campanile a vela. L'unico ornamento esterno è il balcone decorato da volti e fregi architettonici, un'iscrizione datata afferma: BEATI OMNES QUI TIMENT D. NI. A.D. MDCCXVI. Il piano superiore, composto da diciannove vani di dimensioni diverse, ospita l'ampio salone che fungeva da sala per i ricevimenti e le cerimonie, all'interno del quale si trova la cappella gentilizia. Adiacente al salone si trova il vano di rappresentanza, l'unico con due lunette affrescate con episodi di vita cavalleresca. Gli ambienti nobili sono pavimentati con cotto porcellanato dipinto a mano. Di pertinenza del palazzo è il grande giardino retrostante adibito a frutteto con una torre colombaia e un parco di alberi di alto fusto con sottobosco. Dal 1985 l'edificio è divenuto di proprietà comunale e ospita il Municipio.

 

Foto:

 

 Esemplare di quercia valloneaEsemplare di quercia vallonea

 

 Palazzo Baronale Serafini a TiggianoPalazzo Baronale Serafini a Tiggiano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Campagna con olivi dopo TiggianoCampagna con olivi dopo Tiggiano