La versione del tuo browser è obsoleta. Consigliamo di aggiornare il browser alla versione più recente.

Dal castello di Caprarica al castello di Morciano

 

 

Distanza: 15 Km    Tempo di percorrenza: trekking 4,5 h ; MTB  1,5 h   

   

Difficoltà: -trekking:T    MTB:TC

  

GPSdownload:Dal castello di Caprarica al castello di Morciano

Dal castello di Caprarica al castello di MorcianoDal castello di Caprarica al castello di Morciano

 

Percorso & Cultura: 

 Il percorso di quasi 15 chilometri si svolge quasi interamente su piccole strade di campagna asfaltate con qualche tratto di mulattiera molto bello.Il percorso è facile, alla portata di tutti e si presta bene a percorrerlo in bicicletta (MTB per la presenza di carrarecce)

Si lascia l’abitato di Caprarica del Capo in direzione Sud verso Leuca utilizzando, dopo i primi 500 metri di percorso cittadino, piccole stradine di campagna. La direzione resta Sud-Sud Est per i primi 8 chilometri sino a sfiorare l’abitato di Corsano, che non offre nulla di rilievo.Da Corsano,direzione Sud Ovest inizia forse il tratto più bello del percorso quando,alla nostra destra sulla serra si avvista l’abitato di Montesardo.

Prima di intersecare la SP210, sulla nostra sinistra, l’insediamento rupestre di Macurano.Dopo avere attraversato la strada provinciale, in forte pendenza si sale fino a raggiungere il borgo di Montesardo,arroccato in cima alla serra. L’antico castello, già trasformato in orfanotrofio, operante fino agli anni ’60, è stato successivamente trasformato in ospizio per anziani. Sul frontone del corpo di fabbrica principale interno al castello è però rimasta la scritta “orfanotrofio” che suscita tristezza se si pensa cosa quel luogo abbia potuto rappresentare per tanti bimbi.

Si discende da Montesardo per giungere in breve (qualche chilometro) il piccolo centro di Barbarano con la Torre Capece. Usciti dal paese,dopo qualche centinaio di metri, Leuca Piccola. In corrispondenza del Santuario,con una curva a 90 gradi si svolta a sinistra e, per una stradina asfaltata, in circa 3 chilometri si giungerà a Morciano,fine della tappa.

 

Insediamento rupestre di Macurano (Montesardo)

00MacuranoMacurano 

Macurano è un villaggio rupestre posto lungo la direttrice che collega Alessano a Marina di Novaglie ed è considerato il simbolo della cultura dell'olio per la presenza di due frantoi ancora utilizzati: trappeto Sauli e trappeto Santa Lucia.

Macurano fu anche una zona interessata dall'importante insediamento di monaci basiliani che vi si stanziarono per nascondersi e per rifugiarsi, dopo il loro approdo sulla costa salentina distante meno di 4 km. I monaci provenivano dal vicino Oriente da cui scapparono in seguito alla lotta iconoclasta. Trovato rifugio a Macurano, si dedicarono all'agricoltura, attività garantita dalla fertilità della terra ricca di acque di scolo provenienti dalla collina e che venivano raccolte in cisterne tramite un sistema di canalizzazioni, in parte ancora visibile. L'area del villaggio rupestre fu sfruttata successivamente e nel Cinquecento venne edificato il complesso masserizio, denominato Macurano, consistente nella Masseria Santa Lucia e nella cappella di Santo Stefano.
Il complesso masserizio è dominato dal nucleo originario, ovvero dalla torre cinquecentesca coronata da beccatelli a sostegno del parapetto aggettante del terrazzo sommitale e da caditoie in corrispondenza delle finestre e delle porte di accesso. Gli altri ambienti furono aggiunti successivamente e già alla fine del XVII secolo il complesso masserizio consisteva della struttura oggi visibile.

 

Barbarano:Torre Capece

Barbarano:Torre CapeceBarbarano:Torre Capece 

Edificata probabilmente in epoca tardo medievale, la torre baronale Capece costituisce ciò che rimane di un castello cinquecentesco eretto dalla nobile famiglia Capece. Presenta una pianta quadrata con due stanze e serviva come luogo di guardia e di avvistamento contro le incursioni saracene. Alta diciotto metri, possiede una base scarpata e un corpo superiore quadrangolare caratterizzato da caditoie, feritoie ed altri elementi che ne determinano il ruolo difensivo. Venti beccatelli per lato sorreggono la parte terminante della torre che ospita sette aperture per l'utilizzo dei cannoni. Ai piedi del torrione si distribuiscono i locali adibiti ad alloggi, depositi e scuderie. Il portale d'acceso è sormontato dallo scudo araldico dei Capece raffigurante un leone rampante.

Leuca Piccola (Santuario di Santa Maria di Leuca del Belvedere)

Leuca PiccolaLeuca Piccola 

Il Santuario di Santa Maria di Leuca del Belvedere fu costruito tra il 1685 e il 1709 dal barone Annibale Francesco Capace. Il complesso architettonico è situato lungo il tragitto che i pellegrini percorrevano per giungere al Santuario De Finibus Terrae di Santa Maria di Leuca. Conosciuto anche con il nome di Leuca Piccola, venne concepito come luogo di preghiera e di ristoro in quanto era dotato non solo di ambienti religiosi ma anche di locali destinati al riposo e al ristoro dei pellegrini e degli animali. I pellegrini che vi giungevano riposavano durante la notte nei grandi sotterranei, appositamente scavati, per poi ripartire alla volta di Leuca alle prime luci dell'alba.

La chiesa è un importante esempio di architettura rinascimentale ed è preceduta da un pronao a grandi arcate addossato alla facciata. L'interno è arricchito da affreschi sei-settecenteschi raffiguranti San Lazzaro, Santa Lucia, Sant'Oronzo, Santa Barbara, Santa Marina, San Francesco da Paola, San Pasquale Baylon, San Gennaro e San Leonardo. Pregevole è la volta affrescata con le figure dei quattro evangelisti uniti dalla sigla JHS scolpita sulla chiave di volta. Attorno all'edificio sacro sono presenti le mangiatoie, i resti del frantoio del vino, il grande arco che introduceva nel campo dove si teneva la fiera, le rimesse per il ricovero dei cavalli e i ruderi della locanda sul cui prospetto una lastra di pietra recava incise le 10P col significato: "parole poco pensate portano pena perciò prima pensare poi parlare". L'attuale lastra riposizionata nel 1999 sostituisce l'originaria rubata.

 

 

Morciano di Leuca:castello

 Morciano:castelloMorciano:castello

Il castello fu voluto da Gualtieri VI di Brienne nella prima metà del XIV secolo per scongiurare le mire espansionistiche di Francesco della Ratta, Conte di Caserta, che per matrimonio si era imparentato ai Conti Aunay di Alessano.
Presenta una pianta quadrangolare ai cui spigoli erano disposti quattro torrioni dei quali ne resta visibile solo uno in quanto due sono inglobati nelle murature esterne realizzate nel Cinquecento e il terzo fu abbattuto per far posto alla costruzione del Convento dei Carmelitani. La torre è di forma cilindrica suddivisa in tre piani: piano terra e primo piano sono divisi da un cordolo, mentre Beccatelli dividono il primo dal secondo, quest'ultimo caratterizzato dalla presenza di feritoie essenziali alla difesa con armi, olio bollente e bombarde. Il tutto termina con un altro cordone cilindrico e un tamburo rientrante.
Elementi caratterizzanti del castello sono i merli della cortina di coronamento la cui forma è quella del giglio di Francia. Il portale d'ingresso, difeso da una piombatoia, è sovrastato da cinque stemmi gentilizi che fungono da ornamento. Attraverso il portone si accede ad un ampio cortile interno intorno al quale sono distribuiti grandi stanzoni adibiti a fienili, scuderie, legnaia, cucine, officine, botteghe artigianali, forno e deposito d'armi. Sul lato destro è addossato uno scalone che conduce ai piani superiori occupati dagli alloggi degli ospiti e dalle stanze del feudatario. L'attuale denominazione si deve alle ultime famiglie che lo hanno abitato.

 

Foto:

Dopo CapraricaDopo Caprarica00

 

Prima di MacuranoPrima di Macurano 

 

 

 

 

 

 

 

 

MontesardoMontesardo                                                                                     

Panorama sulla serraPanorama sulla serra

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Verso MorcianoVerso Morciano