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Dal castello di Castro al castello di Caprarica

 

Distanza: 17 Km    Tempo di percorrenza: trekking 5 h ; MTB  2 h   

 

Difficoltà: -trekking:T    MTB:TC

 

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Dal castello di Castro al castello di CapraricaDal castello di Castro al castello di Caprarica

 

 

 Percorso e cultura

Il percorso prende il via dal castello di Castro  e finisce a Caprarica del Capo, una frazione del Comune di Tricase dove insiste un piccolo ma grazioso castello.

Percorso misto su asfalto e sterrato con prevalenza del primo. Come sempre le stradine asfaltate sono prive di traffico e servono fondi con uliveti e campi di ortaggi. Non ci sono da segnalare difficoltà particolari o attraversamenti di arterie pericolose..

Si scende dalle mura del castello per ripidi tornanti sino ad incrociare, ad un grande rondò la SP358. Qui prendere a destra ed in breve si piegherà a sinistra per una stradina asfaltata.

Percorsi pochi chilometri si giungerà a Diso dove, in una caratteristica piazzetta insiste un possente palazzo baronale. Alla fine della costruzione si piega a destra per raggiungere in breve Andrano dove si potrà visitare il castello che è anche sede del Parco di Otranto e Santa Maria di Leuca. La prossima tappa è Depressa dove si potrà ammirare il castello di Winspeare (il regista) residenza privata e quindi non visitabile.Tappa successiva è il castello di Tutino (nell’omonima frazione di Tricase) dopo avere percorso un bel tratto di sterrato tra campagne con bei paesaggi e piante di ulivo. Il castello di Tutino, privato, è in uno stato di abbandono da diversi anni ed è praticamente in rovina. Peccato perché è l’unico castello del Salento con fossato integro. Il percorso prosegue con l’attraversamento del comune di Tricase per giungere infine alla frazione di Caprarica dove, presso l’omonimo castello ha termine il nostro percorso.

 

Andrano:castello Spinola-Caracciolo

Castello Spinola-CaraccioloCastello Spinola-CaraccioloIl castello trova le sue origini nel XII secolo come opera fortificata. L'edificio venne successivamente adeguato alle nuove esigenze belliche nel XV secolo, epoca in cui i Saraceno erano signori di Andrano. I lavori furono sicuramente accelerati in seguito all' invasione turca che interessò la vicina Otranto nel  1480, mettendo in allarme i centri limitrofi. Lo stesso Antonio Saraceno, allora signore di Andrano, accorso in aiuto ad Otranto con un suo esercito, vi perse la vita.

Il castello presenta una pianta quadrangolare, rinforzata agli spigoli del prospetto principale da torrioni a sezione quadrata. Un cornicione marcapiano divide il piano nobile da quello inferiore, mentre la facciata conserva una caditoia, perpendicolare al portale d'accesso.Il castello nasce come masseria poi diventa masseria fortificata.E dal 1300 al 1500 si costruisce anche al primo piano.

Al primo assetto architettonico corrisponde la torre cilindrica - ornata anch'essa da un cornicione marcapiano e, in alto, da archetti e beccatelli - il fossato, ormai visibile solo sul lato posteriore dell'edificio, e la torre sud occidentale. L'edificio è stato poi oggetto, nel corso dei secoli, di continui ampliamenti e rifacimenti. Il lato occidentale è databile al XV secolo, come attestano le modanature cinquecentesche delle finestre e lo scalone, presenti nel cortile interno. La loggia barocca, sul fronte principale, segna invece la trasformazione del maniero in dimora gentilizia; così come il doppio ordine di arcate con pilastri e lesene, presente lungo il lato settentrionale, è in linea con il gusto architettonico settecentesco. Interessante il cortile, che presenta una scala interna, tre eleganti e raffinate finestre e una colombaia. Numerose le epigrafi che si possono leggere sui fregi delle finestre e delle porte sia all'interno che all'esterno del castello.

Dopo i Saraceno, il castello divenne dimora degli Spinola di Gallipoli (1606), dei Gallone di Tricase (1618-1734) e dei Caracciolo di Marano, proprietari del castello fino a non molti decenni fa. Dopo i Caracciolo, il maniero fu in parte venduto alla famiglia Bentivoglio e in parte donato all'istituto Maestre Pie Filippini. Venne acquistato dall'amministrazione comunale nel corso degli anni Ottanta.Nel mese di maggio è stato adottato come monumento dalla quinta elementare di Andrano per partecipare al progetto "ADOTTA UN MONUMENTO",facendolo rinascere come ai tempi Medievali

 

Depressa: Castello di Winspeare

 Castello di WinspeareCastello di WinspeareIl castello è impostato attorno ad una severa torre angioina del XIV secolo. Fu gravemente danneggiato dall'invasione turca del 1480 e riedificato dai baroni Saraceno nel 1548. I Gallone, che acquistarono il feudo di Depressa nel 1604, lo ammodernarono così come si deduce dall'epigrafe con stemma araldico collocato sotto la piombatoia dell'ingresso principale.

L'edificio è a pianta quadrangolare e della struttura cinquecentesca conserva le due torri quadrate, un loggiato, la grande scala monumentale e, sul lato ovest, le mensole che sorreggevano il camminamento di ronda.

Al cortile centrale rettangolare fu aggiunto un porticato nel XIX secolo. Trascurato per lunghi anni ed usato come semplice masseria, fu ristrutturato nel 1885 dal nobile napoletano Antonio Winspeare. Attualmente il castello appartiene ancora agli eredi della famiglia Winspeare, il barone Riccardo Winspeare ed Elisabetta principessa del Liechtenstein, genitori del regista Edoardo Winspeare.

 

Tutino: Castello

Castello di TutinoCastello di Tutino

Il castello è tra i pochi nel Salento a conservare ancora parte del fossato originario. Edificato nel XV secolo, costituì nei secoli un rifugio sicuro per gli abitanti del casale di Tutino. Le sue possenti mura, alte 6-7 metri e spesse 1,40 metri, sono realizzate in pietrame e bolo e presentano la parte inferiore scarpata. Delle numerose torri poste lungo il circuito murario, ne rimangono solo cinque, alcune con base a scarpa, collegate sulla sommità da un cammino di ronda visibile ancora in alcuni tratti. Verso la fine del XVI secolo, divenuto obsoleto rispetto ai dettami dell'architettura militare dell'epoca, il castello fu ceduto dal conte di Alessano Andrea Gonzaga a don Luigi Trani. Quest'ultimo ne ampliò e trasformò la struttura per farne una dimora signorile. Sul lato orientale, il fossato lasciò il posto a un'elegante facciata rinascimentale articolata su due livelli con un severo portale sormontato dallo stemma nobiliare: un drago alato e rivoltato, mirante una stella di 8 raggi e sostenente con la branca destra una testa di toro e con quella sinistra un libro. Lungo la facciata un registro con un'epigrafe in latino ne ricorda la costruzione avvenuta nel 1580. Ognuna delle finestre della facciata riporta nella decorazione dell'architrave un motto in lingua latina.

Divenuto successivamente di proprietà della famiglia Gallone, ultimi baroni di Tutino, passò poi nelle mani della famiglia Caputo che ne destinò gli ambienti alla lavorazione del tabacco fino agli anni sessanta del secolo scorso.

 

Caprarica:Castello

 Castello di CapraricaCastello di CapraricaLa costruzione del castello fu probabilmente una conseguenza del clima di pericolo instauratosi all'indomani del sacco di Otranto da parte dei Turchi nel 1480 e delle scorrerie che ne seguirono. Cosimo De Giorgi, studioso salentino, riporta in uno dei suoi scritti un'epigrafe, oggi scomparsa, da lui letta su una delle torrette da cui è possibile evincere committente e anno di costruzione: "CASTELLO FACTO PER MASTRO ANTONIO RENNE DE TRICASE A(nno) 1524".

 

 

 Foto:

Palazzo baronale a DisoPalazzo baronale a Diso 

 

 Castello di AndranoCastello di Andrano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Castello di Tutino(facciata)Castello di Tutino(facciata)