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Dal castello di Morciano al castello di Ugento

 

 Distanza: 19 Km    Tempo di percorrenza: trekking 5 h ; MTB  2 h   

 

Difficoltà: -trekking: T    MTB: TC

 

GPSdownload:Dal castello di Morciano al castello di Ugento

Dal castello di Morciano al castello di UgentoDal castello di Morciano al castello di Ugento

 

 Percorso & Cultura:

Il percorso di quasi 19 chilometri, si svolge interamente su strade di campagna asfaltate. Mai su strade provinciali. Il percorso non è bello se si fa eccezione per gli ultimi tre chilometri da Gemini ad Ugento che si effettuano su una stradina di campagna (purtroppo asfaltata) in un contesto di terra rossa, pietre e ulivi.

Lungo il percorso non ci sono attrattive culturali particolari: si attraversa solo il piccolo borgo di Gemini, che peraltro non ci offre nessun monumento particolare, prima dell’arrivo a Ugento. Non solo. Qualche contrarietà ci susciterà la vista di un buon numero di discariche abusive qui e là (nella sezione “foto del percorso” ne abbiamo documentato una). Purtroppo questa è una pratica che alcuni indigeni praticano con una certa frequenza e difficile da eradicare (ammesso che qualcuno si impegni efficacemente per farlo).

Detto questo potreste chiedervi perché effettuare questo percorso e la risposta è nel fatto che la cittadina di Ugento è un posto estremamente interessante che non può non essere considerata  una tappa importante dell’itinerario dei castelli salentini. Di più, la visita al museo di Ugento, ben fatto, ben organizzato e soprattutto di ricchi contenuti, sarà un ottimo contrappeso per la delusione che potrete patire del percorso.

 

Si lascia il borgo di Morciano di Leuca in direzione Nord Est per strade di campagna asfaltate.

Nessuna segnalazione degna di merito.Seguite la traccia con fiducia:il percorso è stato effettuato nel mese di Febbraio 2017. Percorsi circa 15 chilometri si attraverserà per una pista sterrata un’area interessata di cave di carparo e in breve ci lasceremo, alla nostra sinistra, una enorme discarica controllata.Da qui,per una carrozzabile con scarsissimo traffico, in circa 2 chilometri giungeremo al comune di Gemini. Da qui, per una bella stradina di campagna (purtroppo anche questa asfaltata) giungeremo in breve a Ugento.

 

Ugento

Una tra le più interessanti città del Salento ricca di storia ed il fiore all'occhiello di questa città è il Sistema museale, nato nel 2011 per promuovere la gestione integrata dei beni del territorio.Il percorso di fruizione si snoda nella città moderna che occupa il sito dell'antica OZAN, sulla costa ionica,a 5 chilometri dal mare.Il territorio,abitato sin dal neolitico,raggiunge un eccezionale sviluppo in età messapica,quando si costruisce il porto nell'approdo di Torre San Giovanni e la città viene cinta da possenti mura affiancate da necropoli. Con i suoi importanti luoghi di culto e una propria zecca,Ugento diventa uno dei centri principali dell'attuale Salento.In età romana prende il nome di UZENTUM e,successivamente,passa nelle mani dei Bizantini,dei Normanni e degli Angioini. Dal 1961,quando viene scoperta la celebre statua bronzea dello Zeus arcaico, a oggi, continuano ad emergere le tracce gloriose della città.

 

Il sistema museale di Ugento è costituito dai seguenti siti:

  • Castello d'Amore, in via castello (in restauro ad Aprile 2017)
  • Nuovo museo archeologico, in largo S.antonio,1
  • Collezione Colosso,in via Messapica,22
  • Palazzo Rovito,in via Roma,47
  • Cripta del Crocifisso,fuori città sulla SP 206

Contatti:

Tel 0833555819 - 0833554843

Mob. 3293915527

mail: sistemamuseale@comune.ugento.le.it

http://www.sistemamusealeugento.it/

  

Museo archeologico

Aperto tutti i giorni 9.00-13.00 - 15.00-21

 

Zeus arcaicoZeus arcaico

Dal 2009, l’ex Convento dei Francescani di S. Maria della Pietà ospita il nuovo Museo Civico di Archeologia della città di Ugento. Gli spazi espositivi sono distribuiti in due piani e accolgono, nelle diverse sale e all'interno del chiostro, reperti che vanno dalla Preistoria al Medioevo affiancati da pannelli didattici.

Il refettorio, al piano terra, ospita un grande plastico che ricostruisce l’antica Ugento sulla base degli studi condotti fino ad oggi: sono qui visibili le mura messapiche, le strade, le necropoli e quella che doveva essere la geomorfologia antica. Sempre le sale del piano terra ospitano rinvenimenti provenienti da sepolture infantili, oggetti rinvenuti in una tomba appartenente molto probabilmente ad un membro dell’aristocrazia guerriera e il calco dello scheletro di un uomo ritrovato in via Corfù ad Ugento, e ucciso intenzionalmente probabilmente mediante lapidazione.

Degna di nota è l’imponente Tomba dell’Atleta, risalente alla fine del VI sec. a.C., esposta nel chiostro dell’ex convento: scoperta nel 1970 in via Salentina, a Ugento, è costituita da tre elementi ,basamento, lastre del recinto e lastre di copertura, e presenta una decorazione pittorica interna a fasce bianche, rosse e blu. Al primo piano la prima ala è dedicata alle necropoli di Ugento e alle mura della città antica: suddivisa in cinque sale vede esposti corredi provenienti da tombe di III e IV secolo a.C., cippi funerari, ed enormi blocchi di carparo appartenenti all’antica cinta messapica che tra IV e III sec. difendeva Ugento.

Il tema della seconda ala riguarda i culti indigeni della Messapia: le sette sale espongono oggetti votivi e statuette in terracotta datate all’Età Ellenistica provenienti dal santuario di Artemide dell’antico porto ugentino di Torre S. Giovanni, reperti rinvenuti nel santuario arcaico di Montepapalucio a Oria, calchi di statuette in terracotta raffiguranti divinità di età arcaica, ma soprattutto la copia della statua dello Zeus di Ugento, capolavoro della bronzistica magnogreca. Le tre ultime sale  sono dedicate alla ceramica medievale di produzione ugentina, alle monete, con particolare riguardo per quelle appartenenti alla zecca ugentina, e alla preistoria e protostoria locale.

Ugento:castello (in restauro ad Aprile 2017)

Ugento: CastelloUgento: Castello

 

Risalente al periodo normanno ma ampiamente rimaneggiato nel corso dei secoli, può essere definito una dimora-fortezza dall'impianto trapezoidale irregolare con torrioni ai vertici. Nel corso dell'XI secolo, Pecicco de Trebigne divenne il primo feudatario della baronìa di Ugento, mentre durante il periodo angioino, quando il castello divenne regio (1272), fu retto da Giovanni Conte.

Oggetto di numerose trasformazioni nel corso dei secoli XVI e XVII, il maniero fu ulteriormente rafforzato quando Ugento venne elevata a capo di Contea da Giovanni Antonio Orsini del Balzo.

Nel 1537, a seguito dell'occupazione della città, il fortilizio fu gravemente danneggiato con la completa distruzione di buona parte dell'ala occidentale, di due torri e del torrione di tramontana. Toccò prima ai conti Pandone (1564) e, successivamente, ai marchesi d'Amore (1643) riportarlo agli antichi fasti. Alla committenza dei primi sono verosimilmente da ascrivere gli accomodi apportati ai due torrioni circolari, che furono adeguati per ricevere i pezzi di artiglieria utilizzando le scarpe di quelli angioini.

Con i d'Amore, tra Sei e Settecento, l'edificio subì una radicale e definitiva trasformazione da struttura fortificata a palazzo residenziale. Risalgono a questo periodo gli interventi di abbellimento nell'atrio con lunga balconata su teoria di arcate a bugne, la costruzione dello scalone a giorno con superfici integralmente rivestite di stucchi, e la decorazione delle sale al piano nobile con affreschi di soggetto mitologico.

 

 

 Foto:

 

Così quasi tutto il prrcorsoCosì quasi tutto il prrcorso 

 

 Dopo SalveDopo Salve

 

 

 

 

 

 

 

 

Discarica nonostante divietiDiscarica nonostante divieti

 

Masseria sopravvissuta alla cava di carparoMasseria sopravvissuta alla cava di carparo