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Dal castello di Ugento al castello di Gallipoli

 

 Distanza: 37 Km    Tempo di percorrenza: 9 h    (3 h in MTB)

 

 Difficoltà: -trekking: E    MTB:MC

 

 GPS download:Dal castello di Ugento al castello di Gallipoli 

Dal castello di Ugento al castello di GallipoliDal castello di Ugento al castello di Gallipoli

 

Percorso di 37 chilometri che presenta fino al litorale, in località "Posto Rosso", a Sud di Marina di Capilungo, caratteristiche escursionistiche adatte a tutti (fatti salvi i tempi di percorrenza).Arrivati al litorale il percorso é stato tracciato, per quanto possibile, percorrendo la scogliera a ridosso del mare e quindi sia per chi lo percorrerà a piedi e soprattutto per chi lo percorrerà in bici, prestare attenzione. Nulla vieta comunque, arrivati sulla costa, di percorrere la carrozzabile che corre adiacente alla stessa costa. Carrozzabile che presenta per un lungo tratto una ciclabile a tergo della strada.
Inoltre, sempre per chi percorrerà questo percorso in bici facciamo presente che superato il borgo di Felline e sfiorando il paesino  di Alliste che si lascerà sulla destra, in vista della falesia che si raggiungerà per una stradicciola asfaltata, si dovrà salire  sulla serra attraverso  una gradinata in pietra serena molto ampia a comoda ma con molti gradini. Quindi, bici in spalla su questo breve tratto.

Dal castello di Ugento si segue per una stradina in discesa che fiancheggia la poco distante SP72 per circa un chilometro fino a incrociare la suddetta provinciale. Nel punto esatto di incrocio si trova la cripta del Crocifisso.
Una volta visitato il sito si procede per 400 metri in direzione Sud Ovest per uno sterrato tra coltivi fino ad incrociare in salita una stradina che si segue in direzione Sud Est. Dopo 400 metri si svolta a destra in direzione Sud Ovest abbandonando in breve (mezzo chilometro e dopo avere attraversato la SP350) l'abitato di Ugento.
Ci vogliono circa 1,5 chilometri per raggiungere l'abitato di Felline tra belle campagne e, purtroppo, la triste vista degli ulivi che qui più che altrove la xylella ha colpito in modo irreversibile.
Da Felline per Alliste, che rimane alla nostra destra, si percorre ancora un tratto di 1,5 chilometri arrivando in vista della falesia della propaggine delle serre salentine. Incrociata una carrozzabile che si percorre a destra per 300 metri si svolta a sinistra e si sale in direzione Sud Ovest. La stradina asfaltata ha termine dopo appena 400 metri in corrispondenza di un gradinamento che bisogna percorrere fino alla sommità della serra stessa sbucando in corrispondenza di un grande piazzale dove insiste una chiesetta di campagna.
Si procede a destra con la vista del mare di fronte a noi e, per belle campagne e attraverso stradine asfaltate. In leggera discesa, si raggiunge contrada "Posto Rosso", a ridosso della costa.
Da qui, passando prima per Marina di Campolungo poi Torre Suda e infine Marina di Mancaversa, si raggiunge Punta Pizzo per sentieri a ridosso del mare su scogliera piatta, facile ma da non sottovalutare per alcune asperità che potrebbero presentarsi sul cammino. Per chi volesse percorrere un percorso più agevole suggeriamo la ciclabile, presente tra Marina di Campolungo e Marina di Mancaversa e, quando non presente la ciclabile, optare per la carrozzabile.
Da Punta Pizzo e fino a Gallipoli, percorso il primo tratto su sentiero tra roccette e cespugli di timo di circa un chilometro, inizia il percorso sul magnifico arenile della baia che ci farà raggiungere Gallipoli (castello).
I ciclisti dovranno pedalare su bagnasciuga per circa 8 chilometri !


Percorso & Cultura:

Ugento: Cripta del Crocifisso

Per la visita del crocifisso fare riferimento al museo archeologico

Contatti: 0833555819-0833554843 Mob. 3293915527

www.sistemamusealeugento.it

mail: sistemamuseale@comune.ugento.le.it

 

Cripta del CrocifissoCripta del Crocifisso

 

 

 

La cripta fu adibita nei secoli a luogo di culto nel contesto del piccolo villaggio rupestre che lo circonda. L'area su cui si sviluppa è di notevole interesse archeologico e registra la presenza umana almeno dal IV secolo a.C. È ubicata sulla cosiddetta Via Sallentina, un tracciato di epoca messapica e romana che collegava Otranto a Taranto, attraversando Castra Minervae, Veretum, Uzintum, Baletium, Neretum e Manduris, il cui percorso si evince dall'antica Tabula Peutingeriana.

La cripta, interamente scavata nella roccia tufacea, è il risultato di modifiche e aggiunte nella pianta e nell'architettura, come dimostrano le due colonne circolari del XVI secolo con capitello dorico, l'aggiunta di un altare sulla parete orientale, sovrastato da un affresco seicentesco raffigurante la Crocifissione (da cui il nome della cripta), un lucernaio creato successivamente e l'occlusione dell'ingresso originario a ovest. Si accede mediante una porta a nord, cui fa seguito una scalinata voltata a botte che porta verso il vano ipogeo. L'ingresso è arricchito da una lunetta affrescata con la scena della Sacra Famiglia.

All'interno le pareti e il soffitto sono ricoperti da affreschi datati tra il XIII e il XVII secolo, accompagnati da iscrizioni in greco e in latino. Il ciclo pittorico più antico (XIII secolo) comprende un'Annunciazione, un Cristo Pantocratore, una Vergine della tenerezza, una Madonna in trono e un San Nicola degli inizi del XIV secolo. Sul soffitto sono dipinti scudi crociati dove si alternano scudi con all'interno una croce nera, simbolo dei cavalieri Teutonici, e scudi con all'interno una croce rossa, simbolo dei cavalieri Templari. Difatti nell'antica tradizione popolare ugentina, la cripta veniva chiamata "Dei Crocifissi". Sempre sul soffitto vi sono anche affrescate stelle, motivi vegetali e animali reali e fantastici, come la grande Idra, una figura della mitologia greca.

 

Gallipoli

Fontana greca

Fontana grecaFontana greca

 

 

La Fontana greca si ritiene essere la più antica fontana d'Italia in quanto fu costruita intorno al III secolo a.C.. La datazione tuttavia è dubbia. Alcuni storici dell'arte ritengono che i rilievi siano opera di mastri del XVI secolo, epoca in cui si usava ricopiare in nuove sculture antiche rappresentazioni scultoree. La facciata, che guarda a scirocco, è suddivisa in tre parti da quattro cariatidi che sorreggono l'architrave con un ricco decoro ed è alto circa 5 m. Nei bassorilievi, ricavati da lastre di pietra dura locale, sono scolpite scene che rappresentano le tre metamorfosi delle mitologiche Dirce, Salmace e Biblide. Sull'altra facciata, realizzata con la funzione di sostegno nel 1765, vi sono collocati lo stemma di Gallipoli, un'epigrafe in latino e le insegne del sovrano Carlo III di Borbone. In basso è collocato l'abbeveratoio dove in passato si dissetavano gli animali.

 

Castello

 Castello di GallipoliCastello di Gallipoli

 

Il Castello angioino, circondato quasi completamente dal mare, sorse nel XIII secolo in epoca bizantina. Subì radicali modifiche e rifacimenti in periodo angioino e aragonese quando fu costruito un recinto a pianta poligonale fortificato da torri cilindriche. Gli interventi più significativi furono eseguiti dall'architetto senese Francesco di Giorgio Martini il quale lavorò per conto di Alfonso II di Napoli.

Nel 1522 venne costruita la cortina di levante denominata Rivellino, staccata dal perimetro della fortezza e isolata nelle acque. Nella parte superiore della torre si trovavano ancora le originarie catapulte e i cannoni usati per difendere la città. L'accesso al Rivellino è consentito mediante un ponte levatoio in legno ancora esistente.

Il castello possiede grandi sale con volte a botte e a crociera, vari cunicoli e camminamenti. La forma della fortezza rimase invariata sino alla seconda metà dell'Ottocento; fra il 1870 e il 1879 fu riempito il fossato e la facciata fu coperta con la costruzione del mercato ittico.

 

Basilica Concattedrale di Sant'Agata

Sant'AgataSant'Agata 

 

La basilica concattedrale di Sant'Agata è una costruzione barocca del XVII secolo a croce latina, edificata sul luogo di una chiesetta romanica dedicata a San Giovanni Crisostomo. Posta al centro e nel punto più alto dell'isola, sito probabilmente destinato ad area sacra sin dall'antichità, essa rappresenta uno dei principali monumenti dell'espressione barocca salentina. Presenta un prospetto in tufo calcareo diviso in due ordini riccamente decorati. È caratterizzato da nicchie contenenti le statue in pietra di Sant'Agata, San Fausto, San Sebastiano, Santa Marina, Santa Teresa d'Avila e i busti dei Santi Agostino e Giovanni Crisostomo impostati sui riccioli delle volute di raccordo. L'interno, a tre navate, ospita pregevoli altari barocchi e numerose tele che fanno della concattedrale una vera e propria pinacoteca. Nel presbiterio, delimitato da una balaustra marmorea, si innalza un maestoso altare maggiore in marmi policromi opera dell'artista bergamasco Cosimo Fanzago. Intorno ad esso sono la cattedra vescovile in legno e il grande coro in legno di noce con quarantun stalli. Nel 1949 papa Pio XII, su richiesta del vescovo Mons. Nicola Margiotta, l'ha elevata al rango di basilica pontificia minore.

 

Chiesa Madonna della Purità

Madonna della PuritàMadonna della Purità 

La chiesa di Santa Maria della Purità, sede dell'omonima confraternita, fu edificata nel 1664. La facciata, delimitata lateralmente da due lesene e terminante con un cornicione in carparo leggermente aggettante sul quale poggia un frontone con due pinnacoli laterali, è caratterizzata da tre pannelli in maiolica raffiguranti la Madonna della Purità, San Giuseppe e San Francesco d'Assisi. L'interno, ricco di fastosi stucchi, ospita un marmoreo altare maggiore sul quale è collocata la tela di Luca Giordano raffigurante la Madonna della Purità tra San Giuseppe e San Francesco d'Assisi. Numerose sono le tele settecentesche che ricoprono le mura perimetrali della navata, molte delle quali opera del murese Liborio Riccio

 

Chiesa di San Francesco d'Assisi

San Francesco d'AssisiSan Francesco d'Assisi 

 

 

Il nucleo più antico della chiesa di San Francesco d'Assisi risale al XIII secolo, ma successivi rimaneggiamenti, intercorsi tra il Seicento e il Settecento, ne hanno radicalmente trasformato la struttura.

La facciata, articolata su due livelli, si presenta al piano terra con un portale introdotto da un portico ad arco e al piano superiore con due corpi aggettanti e la parte centrale concava. L'interno, a tre navate, ospita dieci altari barocchi disposti lungo le pareti laterali. Pregevoli sono le tele e le opere d'arte appartenenti a epoche differenti come il presepe in pietra attribuito a Stefano da Putignano (fine XVI secolo). Di particolare suggestione sono le statue lignee dei due Ladroni (opere di Vespasiano Genuino), la cui "orrida bellezza" venne ricordata da Gabriele D'Annunzio, giunto a Gallipoli nel 1895.

 

Palazzo Tafuri

Palazzo TafuriPalazzo Tafuri 

 Nella zona chiamata “Balcone”, una delle più panoramiche della città, è possibile ammirare lo splendido Palazzo Tafuri, situato in via D’Ospina. La dimora mostra una bella facciata costruita intorno al 1700 sui resti di un’abitazione preesistente. Il fronte è adornato da un elegante portale in carparo e da balconi e finestre, tra cui due aperture ovali situate ai lati del portale.

E’ l'edificio che meglio risponde alle caratteristiche del Barocco leccese. Il palazzo è costruito con una squisita grazia barocca ed è ricco di particolari in carparo e da finestroni ovali. Le balconate richiamano uno stile spagnoleggiante.

Fino al secolo scorso era di proprietà della famiglia Tafuri: il noto medico Donato Tafuri, originario di Matino, infatti, nel suo testamento, datato 1763, ha ripercorso la storia della grande abitazione, scrivendo che il palazzo fu costruito unendo alcune vecchie abitazioni che la moglie ricevette in eredità da una zia e altre che fu lui stesso ad acquistare. Nel secolo scorso, poi, il palazzo è passato nelle mani della famiglia Renna, e oggi è di proprietà del colonnello Cantù ma è disabitato. Nelle stanze del palazzo ha trovato dimora il pittore Giulio Pagliano, che ne ha ritratto la veduta.

 

Foto:                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    

Verso FellineVerso Felline        

Salita sulla serraSalita sulla serra

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sulla serraSulla serra

 

Torre SudaTorre Suda

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Marina di MancaversaMarina di Mancaversa

 

Punta PizzoPunta Pizzo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Verso GallipoliVerso Gallipoli                                                                                                                                                                                       

Punta della SuinaPunta della Suina