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 Giuggianello e Parco Paduli

 

 Distanza: 15,3 Km          Tempo di percorrenza: trekking : 4h    MTB : 2 h

 

Difficoltà:Trekking: T            MTB: TC

 

GPS download: Giuggianello e Parco Paduli

Giuggianallo e Parco PaduliGiuggianallo e Parco Paduli 

 

 Percorso & Cultura:

Percorso ad anello con  misto di sterrato e asfalto (prevalente) che si svolge intorno alle campagne di Giuggianello su stradine di campagna senza alcun traffico, se si fa eccezione per i mezzi di campagna).

Oliveti e campi di seminativo sono la caratteristica fondamentale del paesaggio.

Raggiungere la chiesa Madre di Giuggianello (1.300 abitanti) e portarsi nella parte absidale della chiesa da dove si raggiunge il cimitero che si lascia alla nostra sinistra. Giunti alla fine del muro di confine del cimitero si svolta a sinistra e in breve di raggiunge il menhir Polisano. Dopo avere incrociato la SP 235 si procede in salita che si percorre per qualche chilometro. Quando avrete costeggiato un pajaro in pietra sulla vostra sinistra, fate attenzione ad un’apertura del muretto a secco, sempre sulla vostra sinistra che vi condurrà al Masso della Vecchia che è comunque visibile dalla strada.Visitato il sito si ritorna sulla stradina che avevamo lasciato attraversando in breve la SP 59. A non più di 20 metri a destra della SP 59, si procede a sinistra per una carrareccia molto bella con alberi che creano una volta verde e ombrosa sopra il viandante.Dopo un paio di chilometri e due svolte a 90°, nel tratto di ritorno verso Giuggianello, si attraversa ancora la SP 59 in corrispondenza della quale troverete un inghiottitoio naturale (recintato) coperto da una fitta vegetazione. Il percorso procede ancora nella stessa direzione da cui si era giunti e, in un paio di chilometri si raggiunge la Grotta San Giovanni, in alto sulla serra da cui si gode un bel panorama. Si procede ancora per la stessa strada da cui si era giunti camminando in senso antiorario intorno al ristorante che insiste al lato della grotta. Poche centinaia di metri e si imbocca la SP235 che si percorre a destra per 400 metri per piegare a sinistra in corrispondenza di un cartello che indica Orto Botanico che si raggiunge dopo circa 300 metri. Si riprende il percorso per giungere a Giuggianello in 2,5 chilometri, nello stesso punto da cui si era partiti.

 

N.B. Vale la pena, una volta ritornati a Giuggianello, allungarsi sulla strada che conduce ad Otranto per ammirare un magnifico ulivo millenario (si trova sulla strada a 500 metri dal centro abitato di Giuggianello) ben evidente protetto da un’aiuola.

Fantastico ulivo millenario a GiuggianelloFantastico ulivo millenario a Giuggianello 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Menhir Polisano [fonte Salogentis.it]

Menhir PolisanoMenhir Polisano

Il menhir Polisano prende il nome dalla contrada in cui è situato e dove un tempo sorgeva un omonimo casale medioevale, una zona fertile di architettura in pietra: dai monumentali muretti a secco per i quali sono stati utilizzati, probabilmente, materiali di reimpiego da strutture precedenti; la famosa porta trilitica di accesso ad una cisura,  recentemente mutilata della parte superiore; un grosso blocco monolitico; la vicina chiesa della Madonna di Pompignano, nell’omonimo e scomparso casale e altri menhir, alcuni perduti per sempre, come quello identificato a pochi metri dal menhir Polisano da Luigi Maggiulli nella seconda metà dell’800, andato distrutto, o l’imponente menhir di Sant’Antonio nel territorio di Muro Leccese, ancora presente.

Il menhir Polisano è alto 3 metri e 44 centimetri e presenta sulla superficie tacche, incavature, e i segni di un pesante danneggiamento che lo ha visto alla fine degli anni settanta del secolo scorso (1977), cadere in più pezzi per essere poi ricomposto sul finire del XX secolo sul sito originario.

 

 

Il fuso della vecchia [fonte Salogentis]

Il fuso della vecchiaIl fuso della vecchia

 

 Un masso megalitico di età miocenica a forma di fuso lu furticeddhu di cui la  vecchia strega poteva disporre. Qui la vecchia filava simbolicamente le sorti dei contadini del suo contado. Una rivisitazione nostrana delle moire o delle parche, che maneggiavano il filo della vita di ogni essere umano fino a quando non fosse giunto il momento di reciderlo, ponendo fine alla sua esistenza.

 

I disastri naturali, quali siccità e uragani (due fenomeni piuttosto ricorrenti nella cronistoria salentina) sono stati spesso attribuiti a eventi soprannaturali, di natura pagana. Questo giustificherebbe la presenza di una potente strega intenta a filare la lana o a dormire su un enorme masso. Il graduale, e non sempre indolore, processo di Cristianizzazione del Salento avrebbe poi scongiurato queste calamità richiedendo l’intercessione di numerosi Santi, spesso versioni catechizzate dei loro predecessori pagani.

 

Grotta San Giovanni

Grotta San GiovanniGrotta San Giovanni

La grotta di San Giovanni Battista, di origine bizantina, risale al X-XI secolo. L'ipogeo appartiene a un insediamento rupestre la cui data di fondazione è collocabile al 953 d.C. Inizialmente adibito a luogo di culto dei monaci basiliani di rito greco, divenne una cappella cristiana di rito latino dove si continuò a venerare San Giovanni Battista.

Il 23 Giugno, in prossimità del solstizio d’estate, il giorno dell’anno con più ore di luce, si celebra San Giovanni Battista. Nel passato questa data era legata a riti pagani poi assorbiti dalla religione cristiana ed è ancora viva la credenza che la sua notte sia intrisa di magia e che esalti il potere del fuoco, dell’acqua e della terra ricca di erbe e frutti. Ogni anno intorno a questa chiesa rupestre la comunità si riunisce per festeggiare il Santo condividendo pane e vino, secondo un’antica tradizione ripristinata recentemente dal Centro di Cultura Sociale e di Ricerche di Giuggianello.
Scavato interamente nella roccia calcarea, l'ipogeo presenta un impianto a tre navate, con una larghezza di otto metri e un'altezza di due, separate da due pilastri centrali ricavati durante lo scavo. Nella navata centrale è collocato un piccolo altare sul quale vi è un incavo quadrangolare occupato da un recente affresco di San Giovanni realizzato in occasione dei lavori di recupero effettuati nel 1990 su determinazione del locale Centro di Cultura Sociale e di Ricerche. Intorno ai pilastri insistono i sedili a gradino. Degli affreschi originari rimangono solo alcuni volti di santi difficilmente identificabili.

 

Orto botanico “La Cutura”

Orto botanico "La Cotura"Orto botanico "La Cotura"

 

Si tratta di un terreno di oltre 35 ettari che ospita una delle più ricche raccolte di piante provenienti da tutto il mondo,  classificate e organizzate in diverse e specifiche ambientazioni.

Dall’esterno, dove è possibile usufruire di un ampio parcheggio, si ha l’impressione di stare per entrare in una grande ma normalissima villa, come tante se ne trovano nelle campagne salentine. Invece quello che il visitatore troverà all’interno, siamo sicuri, lo sorprenderà e affascinerà, coinvolgendolo in un percorso naturalistico che si snoda fra le tante meraviglie floreali che faranno bella mostra di sé.

 

 

 Foto del percorso:

 

 Chiesa Madre di GiuggianelloChiesa Madre di Giuggianello

 

 

 

 

 

 

Un tratto del percorso prima dell'inghiottitoioUn tratto del percorso prima dell'inghiottitoio

 

 

InghiottitoioInghiottitoio