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La Grecia Salentina

 

Distanza: 15 Km    Tempo di percorrenza: trekking 4 h ; MTB  1,5 h   

   

Difficoltà: -trekking:T    MTB:TC

 

GPSdownload:La Grecia Salentina

La Grecia SalentinaLa Grecia Salentina

 

Percorso e cultura

Il percorso prende il via da Melpignano, presso l’ex convento degli Agostiniani e finisce nello stesso luogo. Presso il luogo di partenza ci sono ampie possibilità di parcheggio (qui l’ultimo sabato del mese di Agosto si svolge il concertone della Taranta).

Percorso prevalentemente su asfalto, per piccole strade di campagna senza traffico e senza alcuna difficoltà. Dopo la frazione di Morigino si percorre un breve tratto su carrareccia (molto bello), unico tratto di sterrato che conduce, sulla via del ritorno, a Melpignano, passando per le vaste e impressionanti cave di pietra leccese ancora oggi in attività.

Con alle spalle il convento degli Agostiniani si percorre la strada di fronte a noi piegando in fondo a destra dove in breve si raggiunge il Palazzo Castriota, poi la Piazza San Giorgio con l’omonima Chiesa e i bei portici. Dare un’occhiata anche ad un grazioso castello adiacente la Piazza.

Si procede verso Nord in direzione di Castrignano dei Greci per una strada secondaria parallela alla provinciale. A Castrignano si segue sempre in direzione del Campanile di fronte a noi fino ad arrivare (vedi way point del tracciato) alla Cripta di Sant’Onofrio (avvisare preventivamente per la visita in Comune).Da Castrignano si procede in direzione di Bagnolo imbccando una bella stradina di campagna che serve numerose residenze estive o permanenti. A Cursi si passerà per il Vicolo Bianco (vedi way point) dove si trova la Cripta di San Giorgio. All’uscita del paese si segue per il Santuario della Madonna dell’abbondanza e da qui per Morigino (una frazione di Maglie dove si può visitare la Chiesa di San Giovanni Battista con un bel portale. Si riparte con alle spalle la facciata della Chiesa ed in breve si attraversa un tratto di sterrato tra bei pascoli per riprendere in breve una stradina asfaltata che ci condurrà verso Melpignano. In questo tratto del percorso (vedi way point), ad un incrocio, sulla destra un bel menhir. Superato il menhir si giungerà in breve alle vaste cave di pietra leccese e di li a poco a Melpignano, all’ex convento degli Agostiniani.

 

La Grecia Salentina

La Grecìa salentina è un'isola linguistica llenofona del Salento in cui si parla un dialetto neo-greco noto come griko.

A partire dal 1990 il termine "Grecìa Salentina" è stato, però, in parte snaturato dal suo significato originario, diventando l'espressione di un consorzio di comuni, patrocinato anche dall'U.E.. Nel 2007 ai nove comuni originari si sono, infatti, aggiunti altri due non ellenofoni, che sono entrati a far parte dell'Unione dei comuni della Grecìa Salentina, comprendente circa 54.000 abitanti.

Sebbene solo Melpignano e Soleto non abbiano alcun parlante griko, anche altri paesi hanno perso quasi completamente la lingua. L'idioma è ancora sporadicamente usato principalmente nei comuni di Sternatia,Martignano;Calimera,Corigliano d'Otranto e Zollino.

I comuni dell'Unione condividono non solo la cultura e (in parte) la lingua, ma anche una serie di servizi comprensoriali. La sede dell'Unione è Martano.

Dell'Unione dei comuni della Grecìa Salentina fanno parte attualmente undici centri:Calimera,Carpignano Salentino,Castrignano dei Greci,Coriglianod’Otranto,Cutrofiano,Martano,Martignano,Melpignano,Soleto,Sternatia,Zollino

Di questi solo Carpignano Salentino e Cutrofianao non sono ellenofoni.

La penetrazione greca nella penisola salentina si ebbe sia in epoca antica (Magna Grecia), sia con la successiva dominazione bizantina, in particolare con l'emigrazione di molti religiosi nel periodo delle contese sull'iconoclastia nell'VIII secolo e ancora con l'immigrazione massiccia a seguito delle campagne militari dell'imperatore Basilio I, che proseguì anche nei secoli successivi. I numerosi villaggi avevano cultura e lingua greca e praticavano la religione greco-ortodossa.

A partire dalla conquista normanna (dall'XI secolo) e ancor più con le successive dominazioni sveva,angioina,aragonese e spagnola, il clero e i monaci cattolici soppiantarono gli ortodossi. Anche la lingua greca fu progressivamente abbandonata e nel settecento era ancora parlata solo in tredici villaggi. Dopo la II guerra mondiale, sia a causa del fenomeno dell'emigrazione, sia per la diffusione dei mezzi radiotelevisivi, il numero dei parlanti è ancora diminuito.

A partire dagli anni novanta, prende corpo un processo di cooperazione tra i comuni di lingua ellenofona menzionati precedentemente, al fine di valorizzare e promuovere la cultura e le tradizioni grike. Ai sensi dell'art. 25 della legge 8 giugno 1990 n. 142, è stato istituito ufficialmente il Consorzio dei comuni della Grecìa Salentina. Nel 1966 dopo una serie di tentativi, i nove, con la collaborazione della Provincia di Lecce, hanno stabilito di formalizzare un piano di coordinamento dei propri interventi per dare maggiore efficacia e unitarietà al proprio operato amministrativo, dando vita così all'Associazione dei comuni della Grecìa salentina. L'obiettivo dell'associazione era quello di promuovere la conoscenza dell'area grecanica del Salento e di salvaguardare la cultura e la lingua che nel tempo si stavano perdendo, attuando anche la gestione associata delle funzioni e dei servizi turistici.

Nel 2001, per iniziativa dei nove comuni, viene istituita l'Unione dei comuni della Grecìa Salentina. Dal 1º gennaio 2005 anche il comune di Carpignano Salentino entra a far parte dell'ente; il 1º gennaio 2007 vi aderisce il comune di Cutrofiano.

 

Convento degli Agostiniani a Melpignano

 

Ex convento degli Agostiniani a MelpignanoEx convento degli Agostiniani a Melpignano

 Il convento degli Agostiniani, con annessa chiesa del Carmine, è un ex complesso conventuale.

Fu costruito a partire dal 1573, quando la cinquecentesca chiesa del Carmine fu affidata all'Ordine degli Agostiniani. La realizzazione dell'opera fa parte della serie di conventi e monasteri voluti dalla Chiesa latina per imporre la propria presenza in un'area fortemente legata al rito greco. Nel 1638, per volontà del padre agostiniano Raffaele Monosi, il complesso fu ristrutturato dal coriglianese Francesco Manuli su progetto dell'architetto leccese Giuseppe Zimbalo. La chiesa fu completata nel  1662.

La facciata della chiesa, alto esempio di barocco leccese seicentesco, possiede un portale d'ingresso formato da due coppie di colonne, riccamente decorate e poggianti su basamenti ruotati di 45 gradi, che sorreggono la trabeazione sovrastata da una statua lapidea della Madonna del Carmelo. Lateralmente due nicchie ospitano le statue di Santa Monica e Sant'Agostino. Al di sopra di un elaborato fregio, l'ordine superiore è impreziosito da un'elegante finestra centrale con timpano arcuato e da volute laterali con busti di cherubini.

L'interno, a navata unica con sei cappelle disposte lungo le pareti laterali, conserva ancora il coro cinquecentesco alle spalle dell'altare maggiore. Quest'ultimo è dedicato alla Vergine del Carmine ed è arricchito dalle statue di San Tommaso da Villanova e di papa Alessandro VII. Gli altari minori, tra cui si distingue quello dedicato a San Nicola da Tolentino del 1656 di Placido Buffelli, furono realizzati nella metà del 600.

Il Convento,in abbandono per decenni, ha subito alcuni lavori di restauro, ed attualmente è utilizzato per ospitare attività culturali. Il chiostro del 1644 conserva i resti di un decoratissimo colonnato, recante moltissime incisioni latine, e un pozzo su cui è scolpita l'aquila a due teste, segno della presenza della nobile famiglia Castriota Scanderberg.

Nell'ampio spazio antistante si svolge ogni anno il concertone finale del Festival della Notte della Taranta.

 

Melpignano:Palazzo marchesale Castriota e frantoio ipogeo

 

Palazzo Castriota a MelpignanoPalazzo Castriota a Melpignano

Al momento (Dicembre 2016) il sito è in restauro e si stanno approntando alacremente le opere esterne al palazzo e ai magnifici giardini. Non è improbabile una imminente apertura al pubblico del sito

 Il Palazzo Marchesale Castriota, fu edificato nel 1636 per volere di Giorgio Castriota-Scanderbeg. La costruzione dell'edificio fu commissionata all'architetto Francesco Manuli che nella realizzazione operò soluzioni architettoniche sobrie e decorazioni eleganti e poco appariscenti, più vicine ad un gusto rinascimentale. Mostra in maniera evidente la sua origine di impianto difensivo, al quale appartengono le torri di vedetta e le mura di difesa con i camminamenti di ronda che recingono l'ampio giardino retrostante. La facciata termina con un cornicione a piccole mensole che accoglie un'epigrafe con il nome del committente. È scandita da un portale ornato da due colonne che sorreggono il balcone centrale mentre le finestre, decorate alternativamente da timpani triangolari e arcuati, sono disposte progressivamente ad intervalli sempre più brevi in prossimità del balcone centrale. Nella zona interna si trova un giardino dove si sviluppano una serie di finestre e logge in pietra leccese, una fontana al centro dei viali disegnati a scacchiera, un pergolato e panche in pietra. Il palazzo ospitava in passato una ricca pinacoteca, ora trasferita a Molfetta, che annoverava, tra gli altri, dipinti del Veronese, del Domenichino, del Tintoretto, del Giaquinto, oltre che dei più rinomati pittori salentini dell'epoca.

Frantoio ipogeo, appartenente al palazzo baronale, è interamente scavato nel banco roccioso e costituisce una preziosa testimonianza storica della cultura e dell'economia locale. Realizzato nel XVII secolo, conserva ancora le grandi vasche per la molitura delle olive, le macine in pietra e i torchi per la spremitura.
La natura ipogea di questa struttura è da collegarsi alla risoluzione di particolari problemi tecnici: la solidificazione dell'olio intorno ai fiscoli non avveniva grazie alle temperature sempre più alte che in superficie; inoltre la spremitura delle olive era agevolata dalla pressione delle volte rocciose sui torchi.

 

Melpignano:Chiesa madre di San Giorgio e Chiesa dell’Assunzione

 

Chiesa di San Giorgio e dell'AssunzioneChiesa di San Giorgio e dell'Assunzione

La Chiesa madre di San Giorgio, l'attuale chiesa è il risultato di un consistente intervento di ristrutturazione e ampliamento, effettuato tra il 1785 e il 1794, dell'antica chiesa parrocchiale risalente ai primi decenni del XVI secolo. La facciata conserva l'originario portale cinquecentesco con l'altorilievo raffigurante san Giorgio che uccide il drago. Il portale fu smontato e rimontato sul nuovo prospetto e per impostazione tipologica e schema decorativo si ritiene opera di Gabriele Riccardi, in quanto simile a quello della Chiesa di Santa Maria degli Angeli di Lecce. L'interno, a tre navate e a croce latina, accoglie pregevoli altari barocchi. Il presbiterio, appartenente all'originaria struttura, è arricchito con decorazioni riferibili agli inizi del barocco e affreschi cinquecenteschi raffiguranti San Leonardo, San Giorgio, una Madonna con bambino e figure angeliche.

 

La Chiesa dell'Assunzione della Vergine, costruita intorno ai primi anni del XVI secolo sotto il titolo dei Santi Rocco e Sebastiano, conserva integra la struttura architettonica originaria caratterizzata dall'elegante volta stellare a costoloni. L'attuale facciata delimita un avancorpo, realizzato nel 1678, che occulta in parte la facciata originaria dalla quale provengono le vetrate in pietra leccese; il portale è attribuibile allo scultore alessanese Placido Buffelli. L'interno, ad aula unica, possiede un pavimento a mosaico, un grande altare attribuibile allo stesso Buffelli e diverse tele della seconda metà del XVIII secolo raffiguranti i misteri mariani.

 

Melpignano:Piazza San Giorgio

 

Piazza San Giorgio a MelpignanoPiazza San Giorgio a Melpignano

Piazza San Giorgio, situata nel cuore del paese, si presenta perimetrata da una serie di portici rinascimentali a tutto sesto, dalla Chiesa Madre, dalla Cappella della Madonna Assunta e dalla Torre dell'Orologio (1901). I portici costituiscono un raro esempio in Puglia di architettura realizzata a fini commerciali; (qualcosa di simile è possibile trovare a Francavilla Fontana e a Martina Franca). I lavori di realizzazione iniziarono alla fine del XVI secolo per ospitare il grande mercato settimanale che si teneva il sabato. Realizzati in pietra locale, furono ricostruiti alla fine del Seicento per volere del vescovo Maiorano, come ricorda l'epigrafe sormontata dall'arme civica. Nell'Ottocento con lo spostamento del mercato a Maglie i portici persero la loro originaria importanza.

 

Castrignano del Capo: Cripta di Sant’Onofrio

 

Accesso alla criptaAccesso alla cripta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E' situata in un ipogeo diviso in due ambienti di cui, quello riservato ai fedeli, è¨ sostenuto da 18 colonne, probabile frutto di un restauro cinquecentesco. La cripta risale probabilmente al VI secolo d.C., conserva un’'acquasantiera su cui è scolpita, in greco, la data del 1237. Vi sono tracce di affreschi posteriori al XVI secolo.

 

 Cripta di Sant'OnofrioCripta di Sant'Onofrio

 

 

 

 

 

 

 Cursi:Cripta di San Giorgio

 

 Cripta di San GiorgioCripta di San GiorgioLa cripta di Santo Stefano o di San Giorgio, mirabile testimone del periodo storico bizantino in Cursi, ben s'inserisce in quel vasto patrimonio artistico originato dalla civiltà rupestre che tanto sviluppo ebbe in tutto il Salento.

Presenta una rozza pianta circolare ellittica ed ha una superficie di 23 mq circa. La cava intera, ricavata a colpi di scalpello in un banco di tufo a volta piatta, misura m. 9,86 di lunghezza, m. 5,19 di larghezza e m. 1.80 circa di altezza. La planimetria della cripta non è chiaramente leggibile in quanto probabilmente ha subito successive modifiche; tuttavia può essere ricondotta ad uno schema a due navate scandite dall'unico pilastro originale. Il secondo, infatti, non ricavato nella roccia, ma formato da conci di pietra di Cursi, fu realizzato in un successivo momento per sostenere parte del soffitto profondamente lesionato.

 

Purtroppo ad oggi 5 Dicembre 2016, questo sito non è visitabile. Soggetto a sequestro (chissà perché?) da anni è li, restauro incompiuto…abbandonato. Che peccato!

 

 

 

 Chi volesse fare le proprie rimostranze al comune di Cursi può utilizzare il link qui sotto

http://www.comune.cursi.le.it/beni-naturali-e-artistici

 

 

 

 

 

Cursi:Santuario Madonna dell’abbondanza

 

Santuario della Madonna dell'abbondanzaSantuario della Madonna dell'abbondanza

Santuario della Madonna dell'Abbondanza, posto fuori dal centro urbano, sorge sul sito di una piccola cappella votiva del XVI secolo dedicata a Santa Maria del Melìto, antico nome della zona. Fu realizzato intorno alla metà del XVII secolo in seguito a un evento prodigioso legato a un lungo periodo di siccità che investì il territorio di Cursi. Fu parzialmente ricostruito dopo il 1708, anno in cui fu semidistrutto a causa di un incendio provocato da un fulmine. L'edificio è a pianta a croce greca sormontata da una cupola con tamburo ottagonale. Nel tamburo sono visibili le immagini dipinte dei quattro evangelisti che si alternano alle ampie finestre verticali. L'interno è arricchito da elaborati stucchi settecenteschi e da dipinti di Franco Verri, racchiusi in grandi medaglioni ovali e raffiguranti alcuni momenti della vita della Vergine, che sostituiscono gli originali trafugati del pittore leccese Oronzo Tiso. L'altare maggiore, realizzato nel 1650 in marmo e stucchi dal copertinese Giovanni Donato Chiarello, custodisce un affresco quattrocentesco della Vergine col Bambino.

 

Morigino: Chiesa di San Giovanni Battista

 

Il bel portale della Chiesa di San Giovanni BattistaIl bel portale della Chiesa di San Giovanni Battista

La Chiesa Matrice del piccolo centro, dedicata a San Giovanni Battista, è stata eretta nei primi anni del Seicento, forse da Angelo Spalletto, anche se non si hanno notizie certe in merito. È la chiesa più antica che si trova sul territorio di Maglie.

Sulla facciata principale spiccano un portale decorato, due nicchie nella parte bassa e tre finestroni. Sulla sommità una statua. L'interno si presenta con una struttura a tre navate suddivise da imponenti colonne finemente decorate nella parte superiore.

Di particolare interesse sono gli altari barocchi, il fonte battesimale seicentesco e la tela raffigurante San Giovanni Battista, attribuita a Luca Giordano

 

 

 

 

 

 

Morigino:Menhir    

 

MenhirMenhirSi trova ad un crocevia sulla stradina rurale tra Morigino e Melpignano

Il menhir presenta una base quasi quadrata (25 x 22 cm) e pende verso E di circa 10°. A 1 m circa da terra, sulla superficie esposta a S, è stato scavato un buco, forse per farvi alloggiare un'immagine sacra. Un piccolo troncone del menhir è al suolo.

 

 

 

 

 

 

 Foto:

 

Verso CursiVerso Cursi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bella carrereccia prima di MoriginoBella carrereccia prima di Morigino