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Macurano Barbarano Giuliano San Dana

 

Distanza: 14 Km    Tempo di percorrenza: 4 h    (1 h in MTB)

 

Difficoltà: -trekking: T    MTB:TC

 

GPS download:Macurano Barbarano Giuliano San Dana

Macurano Barbarano Giuliano San DanaMacurano Barbarano Giuliano San Dana

 

 Percorso & Cultura: 

Percorso di 14 chilometri che si svolge quasi esclusivamente su stradine asfaltate ricco di siti di interesse culturale per i quali, nel complesso, bisogna dedicare almeno un'ora per la visita oltre a quattro ore di cammino richieste per la percorrenza dell'anello che parte dal sito rupestre di Macurano, appena a Sud di Alessano e che termina nello stesso punto. Il percorso non presenta alcuna difficoltà.

Parcheggiate l'auto nei pressi della masseria Macurano, sulla SP210, quindi dirigetevi al punto di inizio del percorso indicato dal GPS che si trova esattamente in corrispondenza della grotta più significativa di tutto il complesso rupestre. Poi guardatevi intorno per esplorare la vasta area archeologica per dirigervi, dopo avere visitato il sito, in direzione Sud Ovest verso Montesardo, in alto verso le grandi antenne paraboliche. Qui aggirate il paese in senso antiorario e discendete verso Ruggiano tra belle campagne con stradine asfaltate senza alcun traffico. Arrivati a Ruggiano, nella periferia, incontrerete il Santuario di Santa Marina di Ruggiano. Dopo la visita del Santuario il percorso attraversa tutto il paese in direzione Sud Est e, dopo avere aggirato un piccolo cimitero si giunge nel grazioso complesso di Santa Maria del Belvedere (Leuca Piccola);Da qui, sempre in direzione Sud Est e con una splendida vista sull'estrema propaggine meridionale delle Murge Salentine sulla vostra destra, si raggiunge il suggestivo sito dove si trova la chiesetta di San Pietro con il pozzo dove la leggenda vuole si sia ristorato San Pietro nel viaggio verso Roma proveniente da Gerusalemme. Subito dopo il percorso attraversa Giuliano per dirigersi a Nord Est tra campi coltivati ad ortaggi, seminativo e naturalmente olivi secolari. Dopo avere attraversato la SS275 (attenzione al traffico) il percorso raggiunge in breve il piccolo borgo di San Dana che si aggira in senso antiorario per raggiungere, attraverso una brevissima deviazione, la cripta di Santa Apollonia. Da qui si percorre l'ultimo tratto del percorso in direzione Nord Ovest tra ricchi coltivi per incontrare, a circa 1,5 chilometri da Montesardo la piccola chiesa medievale di Santa Barbara recentemente restaurata. L’Ultimo tratto di percorso, in salita, ci conduce a Montesardo che lascerete subito ai margini del paese alla vostra sinistra per discendere verso la SP210 dove potrete riprendere la vostra auto.

 

Insediamento rupestre di Macurano

 Insediamento rupestre di MacuranoInsediamento rupestre di Macurano

 

Macurano è un villaggio rupestre posto lungo la direttrice che collega Alessano a Marina di Novaglie ed è considerato il simbolo della cultura dell'olio per la presenza di due frantoi ancora utilizzati: trappeto Sauli e trappeto Santa Lucia.
Macurano fu anche una zona interessata dall'importante insediamento di monaci basiliani che vi si stanziarono per nascondersi e per rifugiarsi, dopo il loro approdo sulla costa salentina distante meno di 4 km. I monaci provenivano dal vicino Oriente da cui scapparono in seguito alla lotta iconoclasta. Trovato rifugio a Macurano, si dedicarono all'agricoltura, attività garantita dalla fertilità della terra ricca di acque di scolo provenienti dalla collina e che venivano raccolte in cisterne tramite un sistema di canalizzazioni, in parte ancora visibile. L'area del villaggio rupestre fu sfruttata successivamente e nel Cinquecento venne edificato il complesso masserizio, denominato Macurano, consistente nella Masseria Santa Lucia e nella cappella di Santo Stefano.
Il complesso masserizio è dominato dal nucleo originario, ovvero dalla torre cinquecentesca coronata da beccatelli a sostegno del parapetto aggettante del terrazzo sommitale e da caditoie in corrispondenza delle finestre e delle porte di accesso. Gli altri ambienti furono aggiunti successivamente e già alla fine del XVII secolo il complesso masserizio consisteva della struttura oggi visibile.

Una grotta situata a Nord del sito é particolarmente importante per le sue dimensioni e la sua strutturazione che conteneva anche un frantoio di cui si possono distinguere sul terreno le ruote in pietra. Da questa grotta prende piede il nostro percorso.

 

Santuario di Santa Marina a Ruggiano

 Santa Marina di RuggianoSanta Marina di Ruggiano

 

Il santuario è dedicato a Santa Marina, protettrice contro l’itterizia, un tempo molto diffusa qui a causa della malaria. Poiché in quei tempi si riteneva che la malattia fosse diffusa in presenza dell’arcobaleno, localmente veniva chiamata “male d’arcu”. Per esorcizzare gli effetti era uso recarsi in pellegrinaggio al santuario il 17 Luglio per acquistare i nastrini colorati con i colori dell’arcobaleno e strofinarli ai piedi della statua di Santa Marina per esorcizzare la malattia.

Il santuario, di origine medievale ha subito nel tempo vari rifacimenti (nel 500 e nel 700).

Adiacente al santuario insiste un ospizio per pellegrini che un tempo si recavano a Santa Maria di Leuca, oggi trasformato in agriturismo.

 

Santuario di Santa Maria di Leuca del Belvedere

Per una visita del sito contattare PROLOCO di Torre Vado:

 (Marco) 3405897632

(Antonio) 3281629880

 

Madonna del BelvedereMadonna del Belvedere

 

Il Santuario di Santa Maria di Leuca del Belvedere fu costruito tra il 1685 e il 1709 dal barone Annibale Francesco Capace. Il complesso architettonico è situato lungo il tragitto che i pellegrini percorrevano per giungere al Santuario De Finibus Terrae di Santa Maria di Leuca. Conosciuto anche con il nome di Leuca Piccola, venne concepito come luogo di preghiera e di ristoro in quanto era dotato non solo di ambienti religiosi ma anche di locali destinati al riposo e al ristoro dei pellegrini e degli animali. I pellegrini che vi giungevano riposavano durante la notte nei grandi sotterranei, appositamente scavati, per poi ripartire alla volta di Leuca alle prime luci dell'alba.
La chiesa è un importante esempio di architettura rinascimentale ed è preceduta da un pronao a grandi arcate addossato alla facciata. L'interno è arricchito da affreschi sei-settecenteschi raffiguranti San Lazzaro, Santa Lucia, Sant'Oronzo, Santa Barbara, Santa Marina, San Francesco da Paola, San Pasquale Baylon, San Gennaro e San Leonardo. Pregevole è la volta affrescata con le figure dei quattro evangelisti uniti dalla sigla JHS scolpita sulla chiave di volta. Attorno all'edificio sacro sono presenti le mangiatoie, i resti del frantoio del vino, il grande arco che introduceva nel campo dove si teneva la fiera, le rimesse per il ricovero dei cavalli e i ruderi della locanda sul cui prospetto una lastra di pietra recava incise le 10P col significato: "parole poco pensate portano pena perciò prima pensare poi parlare". L'attuale lastra riposizionata nel 1999 sostituisce l'originaria rubata.

 

Chiesa di San Pietro Apostolo

San Pietro ApostoloSan Pietro Apostolo
 

La piccola chiesa di San Pietro Apostolo risale al X secolo e fu edificata dai monaci Basiliani o dai Benedettini. È situata alla periferia del paese ed è stata dichiarata monumento nazionale di terza categoria. Molto probabilmente sorge su un edificio ancora più antico.

La chiesa, che presenta una lunghezza di 10 metri e una larghezza di 4.70 metri, risulta costruita con massi isodomi provenienti dall'antica città messapica di Vereto. Presenta analoghe somiglianze con le centopietre di Patù. L'interno, privo da decenni della volta, ospita alcuni frammenti di affreschi. I recenti lavori di restauro hanno permesso di individuare, all'esterno dell'edificio, alcune tombe e il silos battesimale tipico della liturgia bizantina.

La sua edificazione è collegata al passaggio dell'apostolo Pietro durante il suo viaggio per raggiungere Roma. Le cronache locali vogliono l'approdo del Santo sulle coste della vicina Santa Maria di Leuca. Lo stesso San Pietro avrebbe edificato il Santuario della Madonna di Leuca su un tempio dedicato a Minerva.

Prima di giungere alla chiesetta (50 metri) sotto i pini, c'è un pozzo dove la leggenda vuole che San Pietro si sia riposato

 

Cripta Basiliana di Santa Apollonia

Cripta di Santa ApolloniaCripta di Santa Apollonia

 

 

La cripta di Santa Apollonia risale ai secoli VI-XI e venne realizzata dai monaci bizantini dell'ordine di San Basilio Magno.

Si tratta di una cripta monovano, di forma quadrilatera irregolare, scavata nella roccia, all'interno della quale, con un unico pilastro, è presente una celletta con un sedile dove soggiornava l'egumeno. Sono presenti alcuni affreschi, dei quali quelli decifrabili sono la Madonna col Bambino, la Trinità, San Francesco d'Assisi e Sant'Apollonia. La struttura è stata recentemente recuperata dopo un lungo periodo di completo abbandono.

 

Chiesa di Santa Barbara

 Santa BarbaraSanta Barbara

La chiesa di Santa Barbara, risalente al XIII secolo, era annessa al monastero femminile delle Clarisse o delle Benedettine, quasi del tutto distrutto e di cui rimangono tracce nei vicini ambienti adibiti nei secoli successivi ad usi agricoli.
I caratteri della costruzione sono di età angioina. Possiede una facciata lineare su cui si aprono il portone, un piccolissimo rosone e una lunetta. L'interno, ad aula unica, conserva tracce degli antichi affreschi che ricoprivano l'intera struttura e che richiamano epoche differenti, da quella bizantina al XV secolo. Si distingue una Santa Barbara che regge nella mano destra una torre, simbolo iconografico della santa, e una raffigurazione trecentesca della Deesis, sebbene la figura di San Giovanni Battista sia andata perduta. Quasi scomparsa è l'abside, attualmente ostruita da blocchi di calcarenite (tufo), della quale rimane solo l'arcata.

Non è certo quando il monastero fu abbandonato; di sicuro già nel 1590, il vescovo Ercole Lamia non fa riferimento più ad alcun monastero nella relazione della visita pastorale alla parrocchia di Montesardo. La cappella fu frequentata dai fedeli fino al XVIII secolo. Divenuta proprietà privata, fu adibita ad usi agricoli.

 

 Foto:

MacuranoMacurano

MacuranoMacurano 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Dopo MontesardoDopo Montesardo

Campagna prima di RuggianoCampagna prima di Ruggiano 

 

 

 

 

 

 

 

 

 In vista di RuggianoIn vista di Ruggiano

Vecchio pozzo a Santa Maria del BelvedereVecchio pozzo a Santa Maria del Belvedere 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Santa Maria del Belvedere (resti antica locanda)Santa Maria del Belvedere (resti antica locanda)

Antico pozzo presso San Pietro a GiulianoAntico pozzo presso San Pietro a Giuliano 

 

 

 

 

 

 

 

 

 San PietroSan Pietro

Frantoio ipogeo a GiulianoFrantoio ipogeo a Giuliano 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Santa ApolloniaSanta Apollonia

Verso GiulianoVerso Giuliano