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Palmariggi e Montevergine

 

Distanza: 15 Km    Tempo di percorrenza: trekking 4 h ; MTB  1,5 h   

   

Difficoltà: -trekking:T    MTB:TC

 

GPSdownload: Palmariggi e Montevergine

 Palmariggi e MonteverginePalmariggi e Montevergine

 

 

Percorso & Cultura

Il percorso di quasi 15 chilometri si svolge su tranquille stradine di campagna asfaltate ed è caratterizzato da un tratto a Nord della SS 16 (oggi una superstrada a quattro corsie) dove insiste il Santuario di Montevergine  e un tratto, questo più lungo, a Sud della stessa arteria nella parte dove si incontrano la Cappella di Santa Maria di Pompignano e l’orto botanico “La Cutura”.

Per il superamento della superstrada saremo obbligati a percorrere due brevi tratti di strade provinciali (nessuna preoccupazione, il traffico è scarso) con un viadotto alla partenza, all'uscita di Palmariggi e  un sottopasso al ritorno, poco prima della fine del percorso. Percorso  che è prevalentemente naturalistico, dominato dalla presenza di ulivi, muretti a secco e una terra di un rosso vivace.

Il percorso è stato da noi effettuato nel mese di Gennaio 2017, una settimana dopo una nevicata inusuale in queste latitudini con una temperatura tanto rigida da fare ghiacciare la neve sulle stradine cittadine come sulle carrarecce rurali che abbiamo percorso. E’ indubbio che la bianca neve ha reso ancora più attrattivo il paesaggio caratterizzato per lo più dalla presenza di ulivi.

Dalla Piazza del Municipio di Palmariggi, dopo avere ammirato le due belle torri del castello, si prenda la stradina che fiancheggia a sinistra la Chiesa di fronte a noi. Svoltando poi a sinistra e subito a destra si procede fino alla periferia del paesino e si supera la SS 16 attraverso un viadotto. Percorsi circa 400 metri si piega a destra per una stradina di campagna  che la si percorre sempre in direzione Sud-Ovest fino a giungere a ridosso della SP 363. Qui si piega a sinistra per una piccola complanare fino a giungere sotto le rovine della cappella della Madonna di Pompignano dove si prende una stradina in salita in direzione Nord-Est. Da qui seguire le indicazione “La Cutura” che si raggiunge in un paio di chilometri.

Lasciata “La Cutura” si attraversa in breve la SP 235 e si percorrerà un bel sentiero che curva facendo un “U” per raggiungere ancora la SP 235, in corrispondenza della quale si percorrerà la stradina in direzione Nord-Est raggiungendo, dopo circa un chilometro, la SP 59 che la si attraversa per piegare, al primo incrocio a sinistra fino a reimmettersi sulla SP 59 che ci condurrà, attraverso un sottopasso a superare la superstrada SS 16 per giungere alla periferia di Palmariggi in corrispondenza di un semaforo. Qui prenderemo a destra per una ciclabile che fiancheggia la carrozzabile fino a giungere, dopo 600 metri, un rondò da dove prenderemo la strada che ci condurrà al Santuario di Montevergine dopo altri 350 metri.

Qui al Santuario non perdetevi il piacere di percorrere la “Via Crucis” da dove potrete godere di un bellissimo Panorama* sulla campagna e, in fondo, il mare (se sarete fortunati potrete ammirare le montagne dell’Albania).

Dal Santuario inizia la strada di ritorno a Palmariggi per un bellissimo tratturo di campagna che si imbocca in direzione Sud-Ovest che, in corrispondenza di un alto muro diroccato, piegando a sinistra e in discesa vi condurrà in breve al punto di partenza.

 

Palmariggi

Balconata barocca di palazzo patrizioBalconata barocca di palazzo patrizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Frequentato sin dall'età del bronzo, come testimoniano i menhir e dolmen presenti nel territorio, Palmariggi si sviluppa come nucleo abitato solo nel Medioevo e le prime notizie certe si hanno a partire dal 1269 allorché Carlo I d'Angiò divise il feudo concedendone una metà a Giovanni Garzia de Lombier. Con la dominazione bizantina del Salento, fu frequentata dai basiliani che introdussero il rito greco. I basiliani scavarono chiese-cripte nella roccia calcarea e realizzarono in esse cicli pittorici di notevole interesse storico-artistico.
Secondo lo storico Maselli, Palmariggi in origine fu un castello di Otranto, edificato a sua difesa dalle incursioni interne provenienti dagli scali del mare Jonio. Intorno al castello sorse il primo agglomerato urbano denominato Casale San Nicola che fu più volte assalito, smantellato e distrutto e quindi riedificato.
Nel 1330 Guidone Sambiasi lo riunificò e così riunito passò sotto le dipendenze di varie famiglie: dei Cesaroli, dei Santacroce, dei Ventura. Dal 1463 divenne proprietà degli Aragonesi a cui si deve la ricostruzione del castello in seguito all'invasione turca del 1480.

A questo evento si fa risalire il nome della città. Si narra che all’epoca della presa di Otranto da parte dei turchi, gli stessi avessero tentato la conquista del casale ma che furono fermati dalla Madonna, apparsa loro con una palma nella mano e scortata da un grande esercito. Questa visione atterrì gli incursori che si diedero alla fuga. Palmariggi (tu che reggi la palma nella lingua locale) ha oggi come protettrice la Madonna a cui è dedicato il Santuario di Montevergine.

 

Castello aragonese

 Castello AragoneseCastello Aragonese

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Castello Aragonese, era parte di un ampio sistema difensivo destinato a proteggere la vicina città di Otranto dagli attacchi nemici dall'entroterra. Nel XV secolo, epoca di costruzione dell'edificio, Otranto rivestiva un ruolo importantissimo nella duplice veste di porto e capoluogo della Terra d'Otranto.
La fortezza, della quale rimangono solo due torrioni circolari collegati da una cortina semidiroccata, era a pianta quadrata. Agli angoli, quattro torri (tre circolari e una quadrata), ne garantivano la difesa. Circondata da un fossato, ancora visibile nella prima metà del secolo scorso, risultava accessibile attraverso un ponte levatoio orientato a est. All'indomani del tragico sacco di Otranto per mano turca, nel 1480, il castello fu oggetto di sostanziali modifiche volte ad adeguarne la struttura alle nuove esigenze militari, conseguenza dell'utilizzo sempre più preponderante delle armi da fuoco. Nel 1724, parte delle mura e della piazza d'armi fu interessata dalla costruzione del Palazzo Vernazza, ora sede del Municipio. Negli anni del dopoguerra (1946-56) venne colmato il fossato, distrutto il ponte levatoio e furono abbattute alcune parti dell'edificio in stato di degrado che ne compromisero definitivamente l'aspetto originario.

  

Madonna di Pompignano

Ruderi della Madonna di PompignanoRuderi della Madonna di Pompignano 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Edificata nel XIV secolo nell’omonimo villaggio medioevale nei pressi di un piccolo insediamento di età messapica e tardo romano, in agro di Sanarica, sul confine con il comune di Muro Leccese,.

Del villaggio e della vita pulsante che un tempo la circondava oggi non rimangono più tracce, dilaniate dai rovi, coperte dai cocci di vetro di bottiglie di ogni genere e forma abbandonate insieme ad altri rifiuti, dall’inesauribile ingordigia del terreno destinato sempre più intensamente ad uso prettamente agricolo.

L'edificio ha una facciata molto lineare, con un grande arco a sesto acuto; la planimetria è estremamente semplice ed è composta da due ambienti: l'ingresso con copertura a crociera ed un vano retrostante di cui si conservano solo le murature. A destra della parete absidale è riconoscibile un cippo di età romana.

 

Orto botanico “La Cutura”

Chi ha tempi può fermarsi qui, in questa oasi di verde e piante grasse per visitare il sito.

C’è anche un ristorante

 

Santuario di Montevergine

 In vista del santuarioIn vista del santuario

 

 

 

 

 

 

 

 

Santuario della Madonna di Montevergine, fu edificato nel 1707 sopra la chiesa rupestre in cui è custodita l'icona bizantina raffigurante la Madonna col Bambino, ritrovata secondo la leggenda da un pastorello nel 1595. La chiesa presenta una semplice facciata con portale e finestra posti in asse. L'interno, a pianta rettangolare, si compone di un'unica aula al centro della quale una scalinata conduce alla cripta sottostante che accoglie l'affresco. Al piano superiore l'unico altare è quello maggiore, fatto erigere in stile barocco nel 1727 da don Francesco Vernazza. Caratterizzato da quattro colonne tortili scolpite con motivi floreali, è decorato con uno stemma gentilizio con a lato due angeli portanti una tromba e da una pala raffigurante la Madonna di Montevergine. In una sala adiacente al vecchio edificio è custodita la statua in cartapesta del 1834.

 

Menhir di Montevergine

 Menhir a MontevergineMenhir a Montevergine

 

 

 


Menhir Montevergine, Cosimo De Giorgi lo descriveva alto 245 cm e lo dava per distrutto. Oggi si può rinvenire il menhir (36 x 21  cm) nei pressi dell'omonimo santuario. Il monolite è alto 190  cm e presenta evidenti segni di restauro dopo numerosi abbattimenti e una buca in sommità, probabile sede di una croce. È collocato su di un rilievo roccioso accanto alla chiesa.

 

 FOTO:

Percorso dopo PalmariggiPercorso dopo Palmariggi 

 

Prima dell'incrocio con la SP363Prima dell'incrocio con la SP363

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bel pajaro nella campagna tra il Santuario e PalmariggiBel pajaro nella campagna tra il Santuario e Palmariggi

 

 

Verso PalmariggiVerso Palmariggi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tratto di percorso su pista ciclabile prima di PalmariggiTratto di percorso su pista ciclabile prima di Palmariggi