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Porto Selvaggio e Torre Uluzzu

 

Distanza: 7 Km          Tempo di percorrenza: 3h

 

Difficoltà:Trekking: EE            MTB: MC

 

GPS download:Porto Selvaggio e Torre Uluzzu

Porto Selvaggio e Torre UluzzuPorto Selvaggio e Torre Uluzzu

 

 Percorso & Cultura:

Il percorso prende il via dal parcheggio sottostante la Torre dell'Alto a Santa Caterina, conduce alla Torre di Uluzzu per la pineta e ritorna alla Torre dell'Alto per sentieri  in parte ai margini della pineta che si affaccia al mare ed in parte per sentieri  lambiti dal mare sotto la falesia.

Questo tracciato, interamente su sterrato, è classificabile come turistico nel tratto che copre il percorso dalla Torre dell'Alto fino alla Torre di Uluzzu in quanto si cammina su piste che a volte assumono le caratteristiche di strade taglia fuoco con aree attrezzate, mentre al ritorno il percorso diventa più aspro e difficile, con passaggi in cui bisogna usare le mani per superare qualche ostacolo Ciononostante il tracciato del ritorno dalla Torre di Uluzzu alla Torre dell'Alto è' magnifico e, a chi è' in grado di percorrerlo, regalerà scenari magnifici.

Nota per gli appassionati di MTB:

Per chi pratica la MTB la parte di tracciato di ritorno dalla Torre di Uluzzo a Torre dell'Alto non e' praticabile. Consigliamo, una volta in vista della Torre Uluzzu, di fare ritorno alla Torra dell'Alto tenendosi al margine della pineta con il mare a destra o ritornare alla Torre dell'Alto per lo stesso percorso d'andata.

Lasciate l'auto al parcheggio sottostante la Torre dell' Alto (dove termina la carrozzabile) e ritornate per circa 100 metri verso Santa Caterina. Sulla vostra sinistra noterete una scala in pietra che percorrerete fino a raggiungere la Torre dell'Alto. Da qui piegate verso desta seguendo il tracciato GPS sotto una magnifica vegetazione arborea dove il pino mediterraneo la fa da padrone. Dopo circa 250 metri piegate a sinistra. Ad un certo punto il sentiero corre adiacente ad un muro a secco, con la pineta alla nostra sinistra. Proseguite ancora fino ad incontrare, sulla vostra sinistra, una pista taglia fuoco dove incontrerete molte aree attrezzate dall’ Ente Parco di Porto Selvaggio. A circa 3,2 chilometri dalla partenza si raggiunge un cancello che accede ad una strada carrozzabile esterna al parco. Non uscite dal parco. Seguite invece a sinistra per una pista in lieve discesa lasciandovi il muretto a secco che delimita il parco alla vostra destra. In breve la pineta si apre e sarete in vista della Torre di Uluzzu, in fondo stagliata sulla falesia, semi diroccata. La costa qui è magnifica e l’acqua trasparente. Spingetevi verso la torre (qui in tracciato non è stato rilevato), ammirate il panorama che spazia fino a Gallipoli ed eventualmente scendete al mare per fare un bel bagno.

Il percorso di ritorno alla Torre dell’Alto ha inizio nel punto di avvistamento della Torre di Uluzzu  per la pineta che si affaccia a mare. I ciclisti la percorreranno fino alla Torre dell’Alto (eventualmente facendo il percorso a ritroso) mentre i trekkers  inizieranno il percorso di ritorno, prima ai margini della pineta e, dopo circa 800 metri per un sentiero in ripida discesa verso la base della falesia in prossimità del mare.  Seguendo il sentiero a mezza costa arriverete alla grotta del Cavallo, chiusa da una robusta cancellata. Seguitelo ancora fino al punto in cui lo stesso sale verso la pineta sulla falesia. Qui c'è il punto in cui bisogna utilizzare le mani per superare un passaggio complesso.

Dalla pineta si avvista la Torre dell'Alto. In questo punto la falesia degrada sul mare e il tracciato percorre la scogliera nei pressi di Porto Selvaggio dove potrete potrete approfittare per una sosta (in estate l’area è piuttosto affollata). Proseguite ancora nella pineta fino a raggiungere la Torre dell'Alto che si aggira in senso anti orario fino a identificare un sentiero che discende rapidamente verso il parcheggio dove avete lasciato la vostra auto.

 

Porto Selvaggio: Una vittoria contro la speculazione edilizia


L’assalto alle coste in Salento inizia nei primi anni Settanta, con le rimesse degli italiani dall'estero e favorito da una non gestione dei territorio a livello amministrativo.

Il fenomeno interessa gran parte del territorio, ma raggiunge punte di inaudita concentrazione sul versante ionico dove spuntano case e palazzine sul mare, a poche decine di metri dalla battigia. E' il caso di Salve e di Patù, ma tutta la litoranea fino a Gallipoli presenta cantieri di lavoro, con regolari ispezioni delle autorità sanitarie al termine dei lavori. La fisionomia della costa occidentale è già praticamente compromessa, mentre a nulla valgono i pochi tentativi di arginare un comportamento dalle caratteristiche malavitose.
Un merito importante nella battaglia contro l’abusivismo,l’ha avuto in quegli anni, il pretore di Nardò Angelo Sodo che invocò persino l’intervento dell’esercito per controllare il territorio e specialmente l’area di Porto Selvaggio su cui la speculazione aveva posto le mani.

Con il tempo la crescita delle coscienze, la consapevolezza che la difesa della Natura non può essere delegata a nessuno e che solo un’azione responsabile e solidale può risultare vincente contro tutte le prevaricazioni, ha avuto la meglio. Con fierezza possiamo ora accostarci a questi posti, senza dimenticare come e perché oggi ne possiamo godere tutti. 

 

 Foto:

 Inizio del percorsoInizio del percorso

 

 

 

 

Verso Torre dell'AltoVerso Torre dell'Alto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torre dell'AltoTorre dell'Alto 

 

In vista di Torre UluzzuIn vista di Torre Uluzzu

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torre UluzzuTorre Uluzzu

 

 

Falesia della Torre UluzzuFalesia della Torre Uluzzu

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Costa verso Torre dell'AltoCosta verso Torre dell'Alto

 

 

In vista di Torre dell'AltoIn vista di Torre dell'Alto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Porto SelvaggioPorto Selvaggio

 

 

 

 

Panorama su Santa Caterina e Santa Maria al BagnoPanorama su Santa Caterina e Santa Maria al Bagno